Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Nord Corea/Stati Uniti: la differenza tra una feroce dittatura e una democrazia liberale Il commento rimane ambiguo equiparando Corea del Nord e Donald Trump
Testata: Il Foglio Data: 24 maggio 2018 Pagina: 3 Autore: la redazione del Foglio Titolo: «Il trucco di Kim»
Riprendiamo dal FOGLIO di ogg, 24/05/218, a pag. 3, l'editoriale "Il trucco di Kim".
L'editoriale del Foglio è ambiguo, come quasi sempre quando si tratta di Donald Trump. Le responsabilità di un eventuale passo indietro della Corea del Nord sulla denuclearizzazione non sono da dividere al 50% perché la Corea è una feroce dittatura, mentre gli Usa sono una democrazia liberale, forte, come ha da essere.
Ecco il pezzo:
Mentre la Casa Bianca diffondeva le immagini delle medaglie commemorative realizzate in occasione dello storico summit tra America e Corea del nord – con tutte le polemiche che si porta dietro l’aver definito Kim Jong-un “leader supremo”, che vuol dire legittimarlo – subito dopo l’incontro a porte chiuse con il presidente sudcoreano Moon Jae-in, il presidente americano Donald Trump ha detto: “C’è una possibilità consistente che [il summit con Kim Jong-un] non si farà”. E’ plausibile che Trump abbia realizzato, dopo l’incontro con Moon, che le aspettative americane sul tavolo delle trattative con Pyongyang siano mal riposte. E parlando con i giornalisti, il presidente americano ha messo in evidenza lo scontro tra Washington e Pyongyang sulla definizione esatta della parola “denuclearizzazione”. Per la Casa Bianca Kim Jong-un deve denuclearizzare immediatamente la Corea del nord, e in un solo passaggio, o comunque in un breve periodo di tempo – secondo la formula della denuclearizzazione completa, verificabile e irreversibile. Pyongyang, invece, ha più volte fatto notare che questo processo non può che avvenire per gradi, e comunque contemporaneamente all’abbandono delle armi nucleari anche da parte degli altri attori dell’area (significa: denuclearizzare l’intera penisola). E’ forse ancora presto per dire che il grande incontro tra Kim e Trump programmato per il 12 giugno prossimo a Singapore è saltato. E’ più facile pensare che venga rimandato: del resto, altrettanto frettolosamente la Casa Bianca si era impegnata a risolvere la questione, ma ora ha scoperto il trucco di Kim: il dialogo e l’atteggiamento collaborativo non gli faranno cambiare idea sul nucleare.
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