Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Testata: Corriere della Sera Data: 20 maggio 2018 Pagina: 35 Autore: Paolo Conti Titolo: «L'identità inimitabile della cosmopolita Tel Aviv»
Riprendiamo da LETTURA del CORRIERE della SERA di oggi, 20/05/2018, a pag.35 con il titolo "L'identità inimitabile della cosmopolita Tel Aviv" il pezzo dedicato alla mostra al museo Maxxi di Roma.
Paolo Conti Rothschild Boulevard, Tel Aviv
L'identità inimitabile della cosmopolita Tel Aviv Tel Aviv, la città bianca. Un caso storico-urbanistico da manuale: una città nata tra gli anni Venti-Trenta del secolo scorso, disegnata secondo lo spirito della Bauhaus e rapidamente cresciuta per effetto delle migrazioni dall'Europa. Fu così che una dissestata periferia di Jaffa si trasformò in una città moderna e funzionale sotto la supervisione dell'urbanista Patrick Geddes e con gli edifici progettati sotto le influenze di Walter Gropius, Le Corbusier e Erich Mendelsohn Nei cantieri lavorarono 70 tra architetti e ingegneri. Tel Aviv, forse proprio per questa sua nascita figlia di un'intrinseca natura cosmopolita, è oggi una città effervescente se «contemporanea» ben più di tante città europee. E questa la materia della mostra Tel Aviv The White City al Malo di Roma (maxxLart, fino al 2 settembre) curata da Nitza Metzger Szmuk: cento tra foto, schizzi, plastici e video raccontano la storia di Tel Aviv e ne profilano la sua inimitabile identità.
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