Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Iran & Abu Mazen: la cecità dell'Occidente Commento di Fiamma Nirenstein
Testata: Il Giornale Data: 04 maggio 2018 Pagina: 13 Autore: Fiamma Nirenstein Titolo: «L'Occidente e la cecità dell'Occidente»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 04/05/2018, a pag.13, con il titolo "L'Occidente e la cecità dell'Occidente " il commento di Fiamma Nirenstein
Fiamma Nirenstein
II Medio Oriente, come la punta dell'Everest, fuoriesce sempre da un mare di nuvole. Sono le nuvole di bugie di cui l'Europa e gli Stati Uniti coprono, per non vederlo, un panorama carico di violenza, di odio anticristiano e antiebraico. Solo un calore rovente e inconsueto di verità può farle svanire: questo è accaduto nei giorni scorsi, abbagliando l'opinione pubblica. Due episodi hanno provocato il cambiamento di panorama, e costringono l'Occidente a correre a comprare gli occhiali da sole: le rivelazioni del primo ministro israeliano Netanyahu, dopo che il Mossad ha sottratto all'Iran, che li aveva religiosamente catalogati, 100mila file sull'arricchimento dell'uranio e li ha trasportati miracolosamente in Israele; e le dichiarazioni antisemite, ignoranti, antistoriche di Abu Mazen. Così adesso tutto il mondo è costretto a sapere: l'Iran ha mentito sostenendo di non aver perseguito la bomba atomica e ha continuato a nascondere le scelte, le strutture, le decisioni sulla bomba (mezza tonnellata di carte!) anche dopo aver firmato nel 2015 l'accordo coi P5+1. II gentilissimo Zarif, ministro degli Esteri, insieme al «riformista» Rouhani, sorridendo molto a Obama e alla Mogherini, hanno nascosto tutto per un decennio: lo scopo dell'Iran era ed è il perseguimento dell'atomica, così da affermare il regno dell'islam nel mondo. E chi lo voleva sapere, come Netanyahu che ha seguitato a ripeterlo senza paura, lo sapeva. Così come chi voleva sapere chi è veramente il «moderato» Abu Mazen, bastava leggesse quello che ha detto e fatto in questi anni: solo ora c'è chi si accorge che è un antisemita di stampo classico, che ritiene gli ebrei feccia dell'umanità, e li accusa di aver causato la Shoah col loro odioso comportamento. In realtà abbiamo scritto mille volte dell'antisemitismo di Abu Mazen connesso alla sua delegittimazione di Israele: tutto è già nella tesi negazionista che fece a Mosca, da studente, nel 1982 e via nei suoi discorsi e scritti. Quanto all'Iran, la sua cultura implica la menzogna per la vittoria dell'islam e i segni erano chiari. Anche un cieco li avrebbe visti. L'importante è che tutti ormai sanno per certo che l'Iran mente, e che anche l'Europa si avvii a chiedere un vero cambiamento dell'accordo, mentre Trump valuta se recedere. Perché un'altra verità, ancora più fastidiosa, si è rivelata con la prestigiosa operazione del Mossad come con le deiezioni di Abu Mazen: la predisposizione dell'Occidente alla sindrome di Chamberlain, in cui un'élite priva di senso della realtà si autodiscredita sospendendo un giudizio giusto sulla realtà e rischia la sicurezza nazionale
Per inviare al Giornale la propria opinione, telefonare: 02/85661, oppure cliccare sulla e-mail sottostante