Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Arabia Saudita: ecco le riforme annunciate da Mohammed Bin Salman Commento di Giordano Stabile
Testata: La Stampa Data: 11 febbraio 2018 Pagina: 12 Autore: Giordano Stabile Titolo: «I religiosi sauditi: 'L’abaya è facoltativa'»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 11/02/2018, a pag.12, con il titolo "I religiosi sauditi: 'L’abaya è facoltativa' ", il commento di Giordano Stabile.
Giordano Stabile
Dopo il divieto alla guida e ad andare al cinema, presto potrebbe cadere un’altra limitazione alle libertà delle donne in Arabia Saudita: l’obbligo di indossare l’abaya, il lungo, ampio, abito nero che arriva fino alle caviglie. Uno dei religiosi più influenti, e vicino alla casa regnante dei Saud, Sheikh Abdullah al-Mutlaq, ha dichiarato ieri che le saudite non hanno bisogno di portare l’abaya per «vestire modestamente». La legge che impone l’abaya a tutte le donne «in presenza di altri uomini» prevede anche l’arresto da parte della polizia religiosa in caso violazione. È destinata a essere abolita in tempi rapidi, sulla scia delle riforme economiche e di costume, lanciate dal principe ereditario Mohammed bin Salman.
Donne in Arabia Saudita
Le dichiarazioni di Al-Mutlaq arrivano dopo la rimozione, l’anno scorso, del divieto di guidare, con le prime patenti che verranno rilasciate nei prossimi mesi. A dicembre le saudite, dopo decenni, hanno potuto assistere a un concerto pubblico, della cantante libanese Hiba Tawaji; a marzo riapriranno i cinema, chiusi dall’inizio degli Anni Ottanta. Un’accelerazione nella trasformazione del Regno da fortino dei conservatori wahhabiti a qualcosa di più simile a Dubai o Doha, dove le regole sull’abbigliamento, e sulla «promiscuità» fra uomini e donne, sono più lasche. Gran parte del Consiglio degli ulema si oppone ancora alla svolta, ma gli ulema stessi dipendono dalla case regnante, e uno dopo l’altro stanno cedendo sotto la pressione di Bin Salman.
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