Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Un libro per raccontare lo sterminio nazista degli ebrei e la repressione comunista in Cecoslovacchia Commento di Pierluigi Battista
Testata: Corriere della Sera Data: 08 gennaio 2018 Pagina: 31 Autore: Pierluigi Battista Titolo: «La metà d’Europa che finì in un incubo»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 08/01/2018, a pag. 31, con il titolo "La metà d’Europa che finì in un incubo", il commento di Pierluigi Battista.
Pierluigi Battista
Non ce lo ricordiamo mai, noi che abbiamo avuto la fortuna di vivere al di qua della cortina di ferro, ma una parte dell’Europa ha vissuto, nei decenni in cui abbiamo goduto della nostra pace e della nostra democrazia, sotto un’altra esperienza, sotto una stella crudele. È quell’Europa che ha patito il totalitarismo nazista e poi, dopo il ’45, mentre noi da questa parte abbiamo festeggiato il ritorno alla libertà, è precipitata in un altro incubo totalitario, di segno opposto, ma pur sempre un cupo regno del terrore. Si legge con commozione un libro stupendo pubblicato in Italia da Adelphi, «Sotto una stella crudele», di Heda Margolius Kovàly. E dalle pagine tragiche di questo libro si esce sempre più rafforzati dall’idea che è improprio parlare di una sola storia dell’Europa del dopoguerra.
La copertina (Adelphi ed.)
Perché di storie europee ce ne sono almeno due. E quando ci stupiamo perché dalla Cecoslovacchia all’Ungheria, dalla Polonia fino all’ex Germania Est giungono segnali preoccupanti sulla malattia della democrazia e sugli sbandamenti dell’opinione pubblica, facciamo finta di non vedere e non capire che in questi decenni di dittatura comunista post nazista, sotto una stella crudele appunto, si è dissolta ogni parvenza di società civile, di pratica della democrazia, di spirito liberale, di educazione al confronto civile, di battaglia aperta delle idee. Ed è questa eredità che ci fa sentire così diffidenti e sospettosi verso quelle nazioni che hanno accumulato su di sé le sventure del Novecento europeo. Due storie, non soltanto una. Quella descritta da Heda Margolius Kovàly è la storia della fine dell’indipendenza cecoslovacca, della persecuzione antiebraica, della deportazione, dei soprusi, della famiglia sterminata, del collaborazionismo filonazista dei praghesi. Poi c’è la storia di lei che diventa comunista per sradicare il Male che ha portato alla devastazione, poi la repressione, i processi farsa, la distruzione di ogni parvenza democratica, gli arresti di notte, le esecuzioni capitali, il regno della delazione e della paura. In Cecoslovacchia come nell’Ungheria descritta negli stessi termini da Sándor Márai. La doppia oppressione, non una liberazione da un unico Male. Raccontarla, questa storia, forse ci aiuta a capire la fragilità di un’Europa che vuole ignorare ciò che è accaduto in una sua parte importante e decisiva. Caduta sotto una stella crudele.
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