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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
17.12.2017 Ma la shakshuka israeliana non è questa
La ricetta un po' stravolta di Roberta Salvadori

Testata: Corriere della Sera
Data: 17 dicembre 2017
Pagina: 58
Autore: Roberta Salvadori
Titolo: «L'altra cucina, da Israele le uova cotte nella peperonata»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi,17/12/2017, a pag.58, con il titolo "L'altra cucina" la cronaca di Roberta Salvadori.

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Se la Shakshuka la si mangia in Israele, la ricetta non è quella suggerita da Roberta Salvadori. Ovviamente dipende in quale ristorante la si mangia, un po' come la pizza, che ha infinite variazioni.
La ricetta tradizionale, per farla breve, è la seguente:  la cipolla, a differenza di quanto scrive Salvadori, deve essere una presenza atta soltanto a insaporire, lo stesso dicasi per il peperone. La base poi, è composta  al 70% da pomodori in tocchi. L'aglio è facoltativo, così come il pepe. Le uova possono benissimo cuocere nella stessa pentola. Che l'origine sia tunisina e algerina è tutto da dimostrare, manca marocchina, infatti in Marocco non viene servita in nessun ristorante.

Ecco il pezzo:

Per semplificare si può dire che la shakshuka è un piatto di uova, cotte in una peperonata piccante, originario di Tunisia e Algeria, arrivato sulle tavole ebraiche durante l'Impero Ottomano. L'ideale sarebbe usare un padellino singolo per ogni commensale, ma non è obbligatorio. La ricetta è più o meno questa (ma le variabili domestiche possono essere tante): si rosolano in olio aglio, cipolla tritata e peperoncino. Vi si fa saltare del peperone fresco a pezzetti poi si aggiungono abbondanti pomodori maturi spezzettati freschi o pelati in scatola e un po' di concentrato di pomodoro, sale e pepe. Si lascia cuocere una decina di minuti e poi vi si versano delicatamente per non romperle, le uova sgusciate. Lasciare cuocere il chiaro d'uovo finché si rapprende. Ma il tuorlo deve restare morbido. Cospargere di prezzemolo tritato e subito in tavola. Variante vegana: tofu al posto dell'uovo.

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