Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Torturavano i figli in nome del Corano: solo di tre anni la condanna Cronaca di Nino Materi
Testata: Il Giornale Data: 25 novembre 2017 Pagina: 18 Autore: Nino Materi Titolo: «Torture ai figli per il Corano, condannati a soli tre anni»
Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 25/11/2017 a pag.18, con il titolo "Torture ai figli per il Corano, condannati a soli tre anni"
Nino Materi
Hanno tentato di giustificare la loro «scelta pedagogica» (frustavano i figli con il filo elettrico, li legavano alla sedie, li costringevano a frequentare la scuola araba e a portare il velo), usando parole come «cultura», «fede», «religione», «Corano», «Allah», «Maometto». Ma, in realtà, i due genitori di fede islamica, erano degli aguzzini per i quali le «tradizioni islamiche» del proprio paese di appartenenza erano solo l'alibi per scatenare istinti crudeli. Che non si fermavano neanche davanti al sangue del proprio sangue. Un padre e una madre egiziani, da anni residenti a Torino, ora condannati a 3 anni e sei mesi di carcere con l'accusa di maltrattamenti per aver sottoposti i bambini «a punizioni corporali di eccessiva ed inaudita violenza». Il pm aveva chiesto cinque anni di reclusione per il padre e tre anni e sei mesi per la madre, che non solo non si era mai opposta alle violenze, ma segnalava al marito le «malefatte» dei quattro ragazzini (tre femmine e un maschio con età compresa tra i 10 e i 18 anni). Una delle figlie aveva confidato a un'insegnante: «Piuttosto che tornare a casa, mi uccido»; stando agli atti processuali, le vittime la pregavano di non avvertire il papà «che dava le botte». L'intensità delle percosse variava in base a quanto il padre giudica gravi gli errori commessi dai figli durante lo studio del Corano. La madre, durante il processo, ha provato a giustificarsi: «Vivevamo in poco spazio, in una situazione disperata e nessuno ha mai voluto comprende le nostre difficoltà». «Nella mia lunga carriera ho affrontato pochi casi così gravi - ha spiegato in aula il pm -. I genitori non hanno mai chiesto scusa, non si sono mai fermati a riflettere sui loro errori. Ignorando il danno che, nel corso di quattro lunghi anni, hanno causato ai loro figli, oggi psicologicamente distrutti». E a risarcirli non saranno certo i diecimila euro ciascuno che la sentenza ha disposto vengano loro versati dai genitori condannati. I quali non faranno un solo giorno di carcere, ma che, in quanto decaduti dalla patria potestà, non potranno più vedere i figli. Quei figli che la coppia egiziana «frustati con un filo elettrico sulle mani e sotto le piante dei piedi mentre erano tenuti legati a una sedia»; «tenuti al buio in una stanza senza finestre e lasciati per moltissimo tempo senza cibo». I bambini erano così terrorizzati che non solo non volevano più tornare a casa, ma addirittura dicevano di «preferire la morte». Il mondo della scuola - e di questo va dato atto - ha saputo intercettare con sensibilità il loro grido e ha fatto scattare le indagini, che hanno verificato lo stato di profondo disagio in cui versavano i minori; un calvario durato per quattro anni, dal 2011 al 2015. E adesso, finalmente, la condanna per maltrattamenti: tre anni e sei mesi e una multa da 10mila euro per ciascuna delle vittime. Un verdetto che lascia delusi: solo tre anni e mezzo (che, ripetiamo, non verranno scontati) per aver torturato e lasciato indelebili tracce fisiche, psichiche e morali su quattro bambini, appare una pena decisamente lieve.
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