mercoledi` 14 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Il Foglio Rassegna Stampa
21.11.2017 I nemici dei kurdi
Commento di Adriano Sofri

Testata: Il Foglio
Data: 21 novembre 2017
Pagina: 2
Autore: Adriano Sofri
Titolo: «Baghdad che cavilla sul referendum curdo 'incostituzionale' e altre assurdità»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 21/11/2017, a pag.2, con il titolo "Baghdad che cavilla sul referendum curdo 'incostituzionale' e altre assurdità" l'analisi di Adriano Sofri.

Immagine correlata
Adriano Sofri

La condizione per tornare a parlarci, aveva detto ai curdi il governo iracheno, e con lui iraniani e turchi, è che “cancelliate” il referendum tenuto il 25 settembre. Il referendum, si badi, non il suo esito. Ma la gente ha votato, la cosa è successa, come si fa a cancellarla – rispondevano i curdi. Che via via sono arrivati a dire che “congelavano” il referendum. Eh no, insistevano gli altri, bisogna cancellarlo. Perplessità curda: voto dal sen fuggito più richiamar non vale, non si trattien lo strale quando dall’arco uscì. Ed ecco che ieri, nella miglior tradizione del cavillismo teocratico, la Corte federale irachena ha sentenziato che il referendum era incostituzionale e in quanto tale è nullo e non avvenuto – cioè cancellato. Mentre scrivo si aspetta di vedere se Abadi, il primo ministro iracheno, insisterà ancora a esigere dai curdi, e da Masud Barzani in persona, benché dimissionario, di “cancellare” il referendum, come insistono a pretendere i suoi concorrenti dell’oltranzismo sciita, come l’ex premier Maliki, o si dirà soddisfatto del gioco di prestigio della Corte che ha tirato via il tovagliolo e fatto sparire la cosa.

Immagine correlata

Immagine correlata
L'ayatollah Ali Khamenei, possiede in depositi esteri 95 miliardi di dollari

Si dice che se Baghdad avesse accettato di riportare la quota del (disastroso) bilancio iracheno destinata ai curdi al 17 per cento invece di ridurlo al 12, l’accordo sarebbe stato già firmato. Intanto: al Boukamal, la cittadina di frontiera siriano-irachena, è stata “liberata” per la seconda volta in un mese dall’Isis grazie alle truppe al comando fisico di Qassem Suleimani, che ormai si muove in Siria e in Iraq come a casa sua. Al Muhandis, il vicecapo delle milizie irachene filoiraniane Ashd al Shaabi, ricercato dagli Stati Uniti come terrorista, ha dichiarato che le sue forze sono pronte a intervenire negli Stati Uniti se questi ultimi ne faranno richiesta, per sistemare i loro problemi interni. La Lega araba, riunita in assenza di Iraq, Siria e Yemen, ha detto all’Iran che non gli dichiara ancora guerra ma lo ammonisce a rinunciare alla sua invadenza, e ha denunciato Hezbollah come organizzazione terrorista. Dichiarazione sulla quale si è riservato il Libano, il cui primo ministro dimissionario, Saad Hariri, che non è così prigioniero, va oggi in Egitto e domani torna a Beirut. La commissione Finanze del Congresso americano ha aperto, 48 contro 16, un’indagine sulle finanze occulte iraniane ipotizzando che la Guida Suprema, il vecchio ayatollah Ali Khamenei, possieda in depositi esteri 95 miliardi di dollari (sic!). Ironicamente la notizia coincide con la visita di Khamenei a Kermanshah, nella regione curda dell’Iran devastata dal terremoto, dove gli aiuti di Teheran sono stati scandalosamente inefficaci e le case popolari costruite da Ahmadinejad sono venute giù come carta velina. I risarcimenti offerti ammontano a 500 dollari per famiglia.

Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@ilfoglio.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT