Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Libano: Saad Hariri e la versione del filo-iraniano Michel Aoun Commento di Davide Frattini, velina faziosa di Avvenire
Testata:Corriere della Sera - Avvenire Autore: Davide Frattini Titolo: «Macron invita Hariri a Parigi - Aoun: 'Hariri è detenuto Un atto ostile di Riad'. Ma il premier: sto bene»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 16/11/2017, a pag.15, con il titolo "Macron invita Hariri a Parigi", il commento di Davide Frattini; da AVVENIRE, a pag. 17, la breve "Aoun: 'Hariri è detenuto Un atto ostile di Riad'. Ma il premier: sto bene".
Ecco gli articoli:
Saad Hariri
Corriere della Sera - Davide Frattini: "Macron invita Hariri a Parigi"
Davide Frattini
«Detenuto». «Ostaggio». Michel Aoun, il presidente libanese, accusa i sauditi di aver arrestato Saad Hariri, sostiene che anche la famiglia sia trattenuta nel Paese, ripete di non essere disposto ad accettare le sue dimissioni — annunciate in televisione da Riad il 4 novembre — fino a quando non gliele presenterà di persona. Un incontro che dovrebbe avvenire presto, assicura lo stesso Hariri via Twitter: «Sto bene e sto per tornare». Certezza ridimensionata poche ore dopo da un comunicato dell’Eliseo: Emmanuel Macron ha invitato lui, la moglie e i figli a Parigi dove dovrebbero arrivare nei prossimi giorni. Un «invito» tanto a sorpresa da spingere il presidente francese a precisare «non è un’offerta di esilio politico, quello che vogliamo è un Libano stabile». Stabile e libero dalle ingerenze delle potenze mediorientali. Quando ha dichiarato di voler lasciare l’incarico di governo, Hariri ha accusato l’Iran di avere un piano per «distruggere il mondo arabo» e ha detto di temere per la sua vita, il padre Rafik è stato massacrato da un’autobomba nel 2005. Parole — sostengono gli avversari politici e anche qualcuno dei suoi alleati — dettate dai principi sauditi: da sempre sponsor della famiglia Hariri, sarebbero delusi dalla debolezza di Saad, da quanto poco abbia agito contro Hezbollah, che dell’Iran è il braccio armato e politico in Libano. Il premier, come lo considerano ancora i libanesi, sarebbe diventato una pedina nello scontro tra la monarchia del Golfo e gli ayatollah di Teheran, tra i sunniti e gli sciiti.
Avvenire: "Aoun: 'Hariri è detenuto Un atto ostile di Riad'. Ma il premier: sto bene"
Continuano le veline di Avvenire sul caso Hariri. Nella breve di oggi, viene riportata esclusivamente la versione del presidente libanese di fatto filo-iraniano Michel Aoun, ovviamente contro Arabia Saudita e Hariri stesso. Per farsi un'idea corretta di quanto avviene in Medio Oriente, leggere il quotidiano dei vescovi è la peggiore scelta possibile insieme al Manifesto.
Ecco la breve:
Mohammed bin Salman
Dopo 12 giorni di imbarazzato silenzio, la dura replica di Michel Aoun è un ultimatum a Riad: il premier Saad Hariri «è detenuto in Arabia Saudita» e questo è «un atto ostile contro il Libano», anche perché «il governo non è dimissionario». II ritorno di Hariri, ha avvertito il presidente del Libano, «è legato alla sovranità nazionale» e Aoun ha assicurato che «faremo tutto il necessario per la sua liberazione» e «siamo in contatto con i Paesi arabi e occidentali per raggiungere questo obiettivo». Hariri «è stato arrestato» in Arabia Saudita, denuncia Aoun, da dove ha annunciato le sue dimissioni il 4 novembre. «Niente - prosegue il presidente Aoun - giustifica il fatto che dopo 12 giorni non sia tomato, quindi lo consideriamo detenuto, contrariamente ai principi della Convenzione di Vienna». Secondo i media libanesi, Aoun avrebbe detto che anche i familiari di Hariri - a cui la Francia ha offerto ospitalità - si trovano in stato di fermo a Riad e sarebbero perquisiti ogni volta che entrano ed escono dalla loro residenza. Poco più tardi la risposta, con un tweet di Saad Hariri: «Voglio ripetere e ribadire che sto bene, molto bene, e che se Dio vuole torno nel caro Libano come vi ho promesso.Vedrete!».
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