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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
24.10.2017 Jeremy Corbyn: no alla cena per il centenario della Dichairazione Balfour
Un altro esempio dell'ostilità per Israele dei laburisti inglesi

Testata: Il Foglio
Data: 24 ottobre 2017
Pagina: 3
Autore: la redazione del Foglio
Titolo: «Corbyn non cena per Balfour»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 24/10/2017, a pag. 3, l'editoriale "Corbyn non cena per Balfour".

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Jeremy Corbyn a una manifestazione contro Israele con bandiere di Hezbollah

Il rifiuto di Jeremy Corbyn, leader del laburismo inglese, a partecipare alla cena di Londra per il centenario della dichiarazione Balfour è la conferma di ciò che molti hanno sempre sospettato e intuito (per l’occasione il premier israeliano Benjamin Netanyahu sarà nella capitale britannica per ringraziare l’Inghilterra di quel dono fatto nel 1917 al popolo ebraico). L’antipatia verso Israele di Corbyn e altri pezzi importanti della sinistra occidentale va ben oltre l’ostilità verso gli “insediamenti” israeliani, come ripetono i dirigenti della sinistra laburista. Corbyn e compagni vorrebbero che Israele non fosse mai nato. Il leader di Momentum viene spesso indicato sulla questione israeliana come il teppista, il piromane.

Ma il rifiuto di Corbyn di sostenere pubblicamente il diritto di Israele a esistere è in verità abbracciato da una parte consistente dell’élite britannica. Si tratta di funzionari governativi, parlamentari, registi, giornalisti, intellettuali, accademici, capi delle organizzazioni non governative, leader delle chiese. L’Inghilterra svetta in Europa per il boicottaggio accademico di Israele. I suoi attori sono spesso in prima fila nel firmare petizioni contro “il sionismo”. I suoi giornali ospitano le vignette più violente contro i dirigenti israeliani. Sarebbe bello se il rifiuto di Corbyn fosse il parto della mente di folle guevarista fuori tempo massimo. In realtà, il corbinismo intellettuale è dentro al mainstream britannico, è l’espressione delle “chattering classes”, le classi scriventi e parlanti del Regno Unito.

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