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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
18.10.2017 Truppe iraniane in Siria. Benjamin Netanyahu: 'Israele non può accettarlo'
Commento di Giordano Stabile

Testata: La Stampa
Data: 18 ottobre 2017
Pagina: 15
Autore: Giordano Stabile
Titolo: «Netanyahu avverte la Russia: via le truppe iraniane dalla Siria»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 18/10/2017, a pag.15 con il titolo "Netanyahu avverte la Russia: via le truppe iraniane dalla Siria" il commento di Giordano Stabile.

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Giordano Stabile

Benjamin Netanyahu l’ha detto a Vladimir Putin, a Donald Trump, e l’ha ripetuto ieri al ministro della Difesa russo Sergei Shoigu in visita nello Stato ebraico. Israele «non accetterà mai una presenza militare permanente dell’Iran in Siria». È una linea rossa tracciata con il fuoco. Lunedì i caccia con la stella di David hanno distrutto una batteria anti-aerea siriana S-200 che aveva lanciato un missile mentre sorvolavano lo spazio aereo libanese, non senza aver prima avvertito i russi. L’aviazione israeliana osserva le mosse dell’esercito di Bashar al-Assad, degli Hezbollah, dei «consiglieri» iraniani sul Golan, dove si apprestano a schiacciare l’ultima sacca di ribelli e a riprendere la città di Quneitra.

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Benjamin Netanyahu con il Ministro della difesa russo Sergei Shoigu

Le forze israeliane e siriane si troveranno presto quasi a contatto, per la prima volta dal 1967, perché il cuscinetto dei Caschi Blu dell’Onu, cacciati dai jihadisti nel 2014, non c’è più. Il Mossad è convinto che Teheran sta costruendo una base aerea a proprio uso vicino a Damasco e si appresta a realizzare un attracco navale accanto a quello russo a Tartus. Una presenza «permanente» e ben radicata. L’Iran «deve capire che Israele non lo consentirà», ha ribadito il premier israeliano a Shoigu. E per questo appoggia la decisione di Trump di «decertificare» l’accordo sul nucleare firmato da Obama: «Teheran avrà comunque l’atomica fra otto, dieci anni», è la previsione di Netanyahu. Shoigu ha ascoltato le preoccupazioni, detto di lavorare per «una migliore comprensione reciproca in Medio Oriente», ma soprattutto annunciato la «prossima fine» delle operazioni in Siria. L’Isis è in ginocchio, Assad sta per vincere, Mosca sorveglia. Ma le rassicurazioni russe non bastano a Israele.

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