Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
16 ottobre, quello che accadde dopo Commento di Mirella Serri
Testata: La Stampa Data: 17 ottobre 2017 Pagina: 37 Autore: Mirella Serri Titolo: «Gli ebrei romani dopo la grande retata del 16 ottobre ’43: una ricerca a più voci»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 17/10/2017, a pag. 37, con il titolo "Gli ebrei romani dopo la grande retata del 16 ottobre ’43: una ricerca a più voci", il commento di Mirella Serri.
Mirella Serri
Quanti furono gli ebrei catturati il 16 ottobre 1943 dalla Gestapo nella Capitale? Quanti furono i cittadini di religione ebraica vittime di retate e quanti quelli che si mobilitarono nella resistenza armata? A rispondere a queste e a molte altre domande fino a oggi rimaste irrisolte arriva una ricerca a cura di Silvia Haia Antonucci e Claudio Procaccia, Dopo il 16 ottobre. Gli ebrei a Roma tra occupazione, resistenza, accoglienza e delazioni(1943-1944) (Viella, pp. 384, € 35).
La copertina (Viella ed.)
Il libro, che accoglie tra gli altri gli interventi di Amedeo Osti Guerrazzi e Daniele Spizzichino, nasce da un’iniziativa della Fondazione Museo della Shoah con la Comunità ebraica di Roma e il suo Archivio storico. Con dovizia di dati, Osti Guerrazzi nel saggio dedicato a «Carnefici e vittime» ci offre inedite informazioni sugli ebrei, circa 800, che finirono preda dei rastrellamenti successivi al devastante 16 ottobre. La ricerca aggiunge anche altre scoperte: preti, suore e in generale i romani non furono insensibili al grido di dolore dei concittadini e circa l’85 per cento della popolazione ebraica dell’Urbe scampò alla morte. «Una percentuale impressionante se confrontata con quella di molte altre comunità europee», osservano i curatori. La solidarietà capitolina non ebbe confronti nel Vecchio Continente.
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