Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Unesco ancora contro Israele L'antisemitismo mascherato dell'agenzia culturale dell'Onu
Testata: Il Foglio Data: 06 luglio 2017 Pagina: 3 Autore: la redazione del Foglio Titolo: «Ancora Unesco contro Israele»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 06/07/2017, a pag. 3, l'editoriale "Ancora Unesco contro Israele".
A destra: bandiere israeliane a Gerusalemme
Con una mossa a cui ormai siamo tristemente abituati, martedì l’Unesco ha approvato l’ennesima risoluzione che nega la sovranità israeliana sulla città vecchia di Gerusalemme e Gerusalemme est. Secondo l’agenzia Onu lo stato israeliano è una “potenza occupante”. Il voto è avvenuto al meeting annuale del World Heritage Committee di Cracovia. La risoluzione, proposta dalla Giordania, è passata con 10 voti favorevoli, 3 contrari e 3 astensioni. Le reazioni israeliane sono state molto dure, ovviamente: l’ambasciatore all’Onu Danny Danon ha detto che “nessun falso comitato dell’eredità può sciogliere il legame tra la nostra gente e Gerusalemme”, per il ministero degli Esteri la decisione è “triste, non necessaria e patetica”. L’Unesco non è nuovo a questo genere di risoluzioni dimostrative.
L’agenzia, che dovrebbe occuparsi di tutela dei beni culturali ha messo Israele al centro di una campagna di demonizzazione senza precedenti. Negli ultimi anni il fervore anti-israeliano si è accentuato fino a negare il profondo legame tra lo stato ebraico e il Muro del pianto, in una risoluzione dello scorso autunno. Le prese di posizione contro Israele sono talmente ripetitive (secondo programma, al summit polacco domani se ne voterà una simile) che rischiano quasi di passare inosservate. E se da un lato questo può essere spiegato con l’or - mai scarsa credibilità internazionale di un’istituzione finanziata generosamente dalle monarchie salafite, dall’altro non bisogna dimenticare che il fatto è molto grave: un’agenzia dell’Onu promuove con assiduità l’antisemitismo, attenzione a non banalizzare.
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