Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Iran: il ritorno di Ahmadinejad Commento di Viviana Mazza
Testata: Corriere della Sera Data: 13 aprile 2017 Pagina: 15 Autore: Viviana Mazza Titolo: «Ahmadinejad fa di testa sua e si ricandida»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 13/04/2017, a pag. 15, con il titolo "Ahmadinejad fa di testa sua e si ricandida", il commento di Viviana Mazza.
Sul MANIFESTO Michele Giorgio riporta la notizia, ma il commento è disinformante. Secondo Giorgio, Ahmadinejad è interprete della "linea dura" in Iran: è un modo politicamente corretto per non descrivere il fanatismo e l'estremismo di Ahmadinejad per quello che è.
Ecco l'articolo:
Viviana Mazza
Mahmoud Ahmadinejad
Mahmoud Ahmadinejad torna in pista. L’ex presidente iraniano si è registrato come candidato alle elezioni presidenziali del 19 maggio, in cui Hassan Rouhani cerca la riconferma per un secondo mandato. Oltre 120 persone, tra cui 6 donne, si sono iscritte, ma devono ancora superare il vaglio del Consiglio dei Guardiani. La scelta di Ahmadinejad è una sorpresa. La sua candidatura è vista come una sfida alla Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, che gli aveva ordinato di non candidarsi. Ma Ahmadinejad — già presidente dal 2005 al 2013, contestato nel 2009 con grandi proteste di piazza — ha spiegato in conferenza stampa che quello di Khamenei era «solo un consiglio».
Ahmadinejad ha ancora dei sostenitori, convinti che serva un presidente che parli duramente con l’America di Trump, ma resta una figura divisiva nello stesso fronte oltranzista. Membri del suo governo sono finiti in carcere per corruzione, il Paese ha sofferto sotto le sanzioni occidentali per il programma nucleare. Le elezioni saranno una sorta di referendum sull’accordo sul nucleare ottenuto da Rouhani che però non ha portato alla rimozione di tutte le sanzioni. Tra i candidati ultraconservatori chi rischia, più di Ahmadinejad, di insidiare Rouhani è il religioso Ebrahim Raisi, accusato dai riformisti di essere tra i membri della «Commissione della morte» che negli anni 80 decise il massacro dei prigionieri politici. Capo della fondazione religiosa Astan-e Qods Razavi, membro dell’Assemblea degli Esperti che sceglierà la prossima Guida Suprema: c’è chi crede sia lui il favorito di Khamenei.
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