Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
In Siria ha vinto Hezbollah, alleato dell'Iran Sono gli stessi terroristi che vogliono la distruzione di Israele
Testata: Il Foglio Data: 04 aprile 2017 Pagina: 3 Autore: la redazione del Foglio Titolo: «In Siria ha vinto Hezbollah»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 04/04/2017, a pag. 3, l'editoriale "In Siria ha vinto Hezbollah"
Terroristi di Hezbollah
L’Europa si prepara a ospitare una conferenza di pace sulla Siria, una serie di annunci e investimenti per consolidare lo status quo feroce di Damasco. Sulla questione siriana l’Unio - ne europea non ha trovato mai una visione strategica: non lo ha fatto nessuno, si dirà, figurarsi se il compito poteva essere assolto da un’istituzione che in politica estera ha sempre annaspato. Ora che il mondo, tra frustrazione e stanchezza, si compatta attorno a questo status quo assadista, è ancora più difficile immaginare che dall’Ue arrivi qualche genere di inversione di rotta, anche se la minaccia che proviene dalla Siria è ben più pericolosa per noi che per molti altri interlocutori. Ma l’assenza di una strategia complessiva non deve far dimenticare che le forze che sono emerse sul campo, in sei anni di guerra, costituiscono un rischio ben più grande della dialettica chi-è-il-male-minore tra Stato islamico e Assad.
Il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo in cui dice una cosa molto chiara: il vincitore in Siria è Hezbollah. E’ il motivo per cui Israele è intervenuto a più riprese in Siria, il motivo per cui il resto del mondo si nasconde dietro al caos che c’è sul campo per non ammettere che le forze e gli interessi in gioco non sono soltanto locali. I padrini di Hezbollah sono a Teheran e si sa che l’Iran con i suoi partner anche a Damasco rappresenta la minaccia esistenziale per la sopravvivenza di Israele. Quando si investe sullo status quo in Siria, bisognerebbe badare anche e soprattutto a questo: si rafforzano nemici storici, il male minore o maggiore è un alibi pericoloso.
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