Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
I proverbi del Talmud Giulio Busi recensisce Amedeo Spagnoletto
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 26 marzo 2017 Pagina: 28 Autore: Giulio Busi Titolo: «'Detti' del Talmud»
Riprendiamo dal SOLE24ORE-DOMENICA di oggi, 26/03/2017,a pag.28, con il titolo "'Detti' del Talmud", la recensione di Giulio Busi al libro"Detti e contraddetti del Talmud" (Giuntina, Firenze, pagg.140) di Amedeo Spagnoletto.
Giulio Busi Amedeo Spagnoletto la copertina
Lontano, al di là di mari, montagne, tra genti diverse. Tanto vicino da poterlo quasi toccare. Nella tradizione giudaica, le distanze sono relative. Il Talmud, che del giudaismo rabbinico è bene amato e insostituibile, nasce tra la Terra d'Israele e la Mesopotamia. Si sedimenta lentamente, per secoli, ogni generazione porta la propria sapienza e lascia alla successiva parecchie risposte e domande ancor più numerose. Il lavorio di redazione si condude tra il VI e il VII secolo dell'era volgare, quando i musulmani son diventati i nuovi padroni d'Oriente, e hanno scalzato di slancio il dominio dei bizantini e quello persiano dei sasanidi. Distante nel tempo,e prodotto di una società da lungo scomparsa, il Talmud rimane vivo attraverso lo studio, la ripetizione, la continua ripresa di spunti e di norme, che costituiscono ancor oggi la base del diritto ebraico. Attuale per prestigio di contenuti, certo, ma anche per una sua vena informale, per il carattere quotidiano e arguto di tanti passi. Non è detto che un libro autorevole debba per forza essere paludato, serioso. Il Talmud sa a tratti sdrammatizzare anche le circostanze più serie, ricco com'è di aneddoti, di stralci di vita vissuta, di motti di spirito. Da questo repertorio popolareggiante, solo in apparenza minore, rav Amedeo Spagnoletto, della comunità ebraica di Roma, ha raccolto una manciata di proverbi. Di ogni massima si troverà l'originale aramaico, la traduzione e un commento, anch'esso di tono spigliato, che tiene d'occhio il contesto da cui nascono i detti proverbiali e, allo stesso tempo, non rinuncia a dialogare con l'attualità. Sono scorci di società contadina e mercantile, in cui verdure, frutti, animali da lavoro fanno da segnale a vizi, virtù, passioni. Alcuni proverbi hanno un corrispondente fedele in italiano, che si trova a intuito, altri sono calati nella storia ebraica, e alludono a scene bibliche. «Un anello sfilato dal dito vale più di 28 profeti e 7 profetesse». La frase, di per sé enigmatica, diventa eloquente se aprite il libro di Ester, quando Assuero si toglie di mano il sigillo regale per darlo ad Aman, e investirlo così del potere di sterminare gli ebrei. Una minaccia, questa dell'anello, più paurosa di qualsiasi profezia. L'avrebbe potuto dipingere Rembrandt, il monarca orientale che, un po' svogliato, si cava l'anello dal dito. In aramaico, e descritto in modo stringato, il gesto fa ancora più effetto che in un quadro. Chi voglia mettere in pratica la morale del proverbio, provi a cercare sovrani e signori con l'anello al dito. Se ne vedete in giro, fate in modo che Aman non si avvicini loro.
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