Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
La propaganda della sinistra estremista e le sue vittime: una mostra a Roma Commento di Pierluigi Battista
Testata: Corriere della Sera Data: 20 marzo 2017 Pagina: 29 Autore: Pierluigi Battista Titolo: «I vecchi maoisti e l'era delle fake news»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 20/03/2017, a pag. 29, con il titolo "I vecchi maoisti e l'era delle fake news", il commento di Pierluigi Battista.
Pierluigi Battista
Un manifesto di propaganda maoista- il libretto rosso di Mao
Sono andato a vedere al Museo di Roma in Trastevere una mostra molto interessante dedicata ai manifesti di propaganda maoista negli anni di sangue della Rivoluzione culturale in Cina e ne sono uscito domandandomi come facciamo davvero a credere alla balla secondo cui vivremmo solo ora in un’epoca di dominio delle fake news, di notizie false e menzognere, di «post-verità». Uno osserva questa grottesca paccottiglia, questo museo degli orrori propagandistici, questa galleria di falsità e di cattivo gusto e viene preso da sconforto ricordando quanti raffinati intellettuali, quanti riveriti appartenenti alla «parte giusta», quanti neofustigatori della credulità popolare (e populista) abbiano divorato la minestra maoista, e prima ancora stalinista e castrista e poi polpottista senza essere giustamente bollati per quelli che erano: degli stupidi inconsapevolmente complici di regimi criminali. Alfieri della menzogna, propalatori delle più fantasiose fake news, e ciononostante omaggiati come sacerdoti dell’arte e della cultura: un’altra notizia non vera.
Credevano alle bugie rappresentate dai manifesti in mostra, i cinesi tutti contenti, l’uguaglianza che trionfava, il paradiso socialista che si realizzava in terra e non vedevano, perché non volevano vedere, i milioni (milioni) di vittime assassinate, la repressione feroce contro i professori colpevoli di conoscere una lingua straniera e dunque condannati come agenti della «decadente cultura occidentale», i «borghesi» deportati in massa nei laogai, i campi di concentramento la cui esistenza è stata sempre ignorata dai negazionisti, le umiliazioni degli insegnanti vessati dalle bande di ragazzini fanatici inquadrati nelle Guardie Rosse e costretti a indossare un cappello con le orecchie d’asino per lo scherno delle folle aizzate, i teatri trasformati in luoghi pubblici di tortura, i morti di una carestia provocata da delirio ideologico del mostruoso «Grande balzo in avanti». Niente, i nostri creduloni riveriti (i nomi? Non basterebbe un intero giornale) credevano solo alla paccottiglia che ora viene messa in mostra a Roma. Vedevano solo quello che volevano vedere. Il loro era un atto di fede, e l’agitare il libretto rosso con le massime di Mao un gesto di devozione: il manuale delle fake news, quando la post-verità di chiamava menzogna.
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