Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Imam donne: ma il problema è dentro l'islam Commento di Alberto Stabile
Testata: La Repubblica Data: 03 marzo 2017 Pagina: 36 Autore: Alberto Stabile Titolo: «Imam donne contro l'estremismo»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 03/03/2017, a pag. 36, con il titolo "Imam donne contro l'estremismo", il commento di Alberto Stabile.
Non è detto che le donne imam siano meglio degli uomini, che propugnano una visione radicale dell'islam, in cui religione e politica sono strettamente connesse. In Italia di questa visione è sostenitore l' Osservatore Romano (ne abbiamo scritto ieri su IC: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=29&sez=120&id=65533).
Ecco l'articolo:
Alberto Stabile
Il ministero per gli Affari Religiosi del Cairo ha per così dire “ordinato” 144 Imam donne che avranno il compito di guidare la preghiera e di esercitare la loro leadership spirituale presso un pubblico di fedeli esclusivamente femminile. Quella dell’Imam (letteralmente, in arabo, “colui che sta davanti”) è una figura centrale dell’Islam, indicando non soltanto il chierico, conoscitore di ogni verso del Corano e degli Adith (la tradizione orale fiorita sulla vita di Maometto), chiamato a verificare l’andamento canonico della preghiera del venerdì, ma anche, attraverso i suoi sermoni, il diffusore del credo e l’interprete dello stesso agli occhi dei fedeli.
Posizione solitamente riservata agli uomini. Ora, la decisione del ministero di aprire la carriera religiosa anche alle donne, purché laureate nella prestigiosa Università al Azhar, sembra un passo verso una maggiore integrazione. Ma non solo. La scelta di aprire i pulpiti delle moschee alle donne, seppure soltanto due volte a settimana, è figlia della strategia adottata dal presidente egiziano, al Sisi, di combattere l’estremismo ovunque si annidi, anche in quella parte delle moschee riservate al pubblico femminile. Il compito delle 144 Imam è infatti di favorire una lettura “moderata” dell’Islam evitando che le fedeli cadano nelle mani di predicatori “estremisti” legati alla Fratellanza Musulmana.
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