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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
24.01.2017 Iran criminale: carcere e isolamento alla 'spia' anglo-iraniana
Commento di Paola De Carolis

Testata: Corriere della Sera
Data: 24 gennaio 2017
Pagina: 17
Autore: Paola De Carolis
Titolo: «'E' una spia britannica': carcere all'anglo-iraniana cui hanno strappato la figlia»

Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 24/01/2017, a pag. 17, con il titolo " 'E' una spia britannica': carcere all'anglo-iraniana cui hanno strappato la figlia", il commento di Paola De Carolis.

La vicenda che coinvolge Nazanin Zaghari-Ratcliffe, la donna anglo-iraniana arrestata lo scorso aprile all’aeroporto di Teheran mentre stava per imbarcarsi per la Gran Bretagna, è sintomatica della realtà del crudele regime degli ayatollah. Un Paese, l'Iran, dove i più elementari diritti vengono ogni giorno calpestati, mentre il terrorismo internazionale viene sostenuto e finanziato massicciamente. Un regime ormai in corsa verso le armi nucleari dopo lo sciagurato accordo stipulato da Obama e Unione Europea.

Ecco l'articolo:

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Nazanin Zaghari-Ratcliffe con il marito e la figlia

Cinque anni di detenzione, senza possibilità di ulteriori ricorsi o appelli. Il tribunale rivoluzionario dell’Iran ha confermato la condanna di Nazanin Zaghari-Ratcliffe, la donna anglo-iraniana arrestata lo scorso aprile all’aeroporto di Teheran mentre stava per imbarcarsi per la Gran Bretagna dopo due settimane in vacanza in Iran. Non si conoscono i capi d’accusa precisi, non sono state diffuse le prove della sua presunta colpevolezza, eppure Nazanin, madre di una bambina di due anni e moglie di un commercialista britannico, potrebbe rimanere in carcere sino alla fine del 2021. La sua è una vicenda sconcertante, che il marito Richard definisce «scandalosa». «È chiaro che Nazanin è utilizzata come pedina in un gioco di interessi politici ed economici», ha detto alla Bbc. La sua rabbia è comprensibile.

Le autorità iraniane continuano a negargli il visto. Il passaporto della figlia Gabriella è stato confiscato. I suoceri stanno facendo il possibile per sostenere Nazanin, che però non sta bene. È stata tenuta a lungo in cella d’isolamento, dove ha fatto lo sciopero della fame. A dicembre è stata spostata in un’ala per prigioniere politiche, ma non ha gli stessi diritti delle altre detenute. Può ricevere solo visite sporadiche. Non vede la bambina, che è affidata ai nonni, dal giorno di Natale. Ha meditato il suicidio, arrivando a scrivere una lettera d’addio alla figlia e al marito. «Spero che riesca a trovare la forza di andare avanti e combattere», si augura Ratcliffe con la voce rotta dall’emozione. «Adesso dobbiamo decidere cosa è meglio per Gabriella». Non ha perso le speranze, ma la campagna per pubblicizzare il caso e mobilitare l’opinione pubblica — la sua petizione ha raccolto più di 868 mila firme — è adesso al centro di ulteriori problemi.

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Condannati alla pubblica impiccagione in Iran

Nazanin, che per l’Iran è «una minaccia per la sicurezza nazionale», durante l’appello che si è svolto a Teheran a porte chiuse è stata anche accusata di essere la moglie di una spia britannica. «È assurdo. Hanno visto che i giornali hanno parlato del nostro caso e adesso si vendicano: ho contatti con la stampa, devo essere una spia». Non lo è, precisa, come non lo è la moglie, che a Londra lavorava per la Thomson-Reuters Foundation, una charity internazionale per lo sviluppo socioeconomico e il rispetto della legge, e che non ha mai operato, come invece sostiene l’accusa, per i programmi in farsi della Bbc (che in Iran sono banditi). Il governo britannico ha inviato a Teheran all’inizio di gennaio un emissario, ma la visita non ha ottenuto il risultato sperato. Un portavoce del ministero degli Esteri ha assicurato che Londra continuerà a chiedere «un trattamento equo e rispettoso» per Nazanin.

L’Iran però non riconosce la doppia nazionalità e di conseguenza non ha accordato alla donna alcun accesso alle autorità consolari. Monique Villa, amministratore delegato della Thomson Reuters, si è detta «indignata da questa presa in giro della giustizia» e «convinta al cento per cento dell’innocenza» della donna. Francesca Unsworth, direttrice della Bbc World Service , ha precisato che Nazanin ha lavorato brevemente per la charity Bbc Media Action , ma mai per i servizi in lingua persiana. «In ogni caso sostenere che questo possa equivalere a una minaccia per la sicurezza nazionale è chiaramente ridicolo», ha aggiunto. Per Ratcliffe, la condanna della moglie «è una macchia vergognosa per l’Iran» , nonché «lo spreco della vita di una madre e di una bambina».

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