Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Anis Amri 'presunto' killer? Lo scrive La Repubblica Quali altre prove stanno aspettando?
Testata: La Repubblica Data: 04 gennaio 2017 Pagina: 13 Autore: la redazione di Repubblica Titolo: «Berlino, Amri aveva 1000 euro: la pista dei soldi»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 04/01/2017, a pag. 13, la breve "Berlino, Amri aveva 1000 euro: la pista dei soldi".
La breve è corredata da una foto del terrorista e dalla didascalia "Anis Amri, il presunto killer di Berlino". Per Repubblica, dunque, il terrorista è soltanto "presunto" killer. Quali altre prove aspettano per utilizzare le parole che occorre per rendere conto del pericolo del terrorismo islamico?
Ecco la breve:
Anis Amri
Non solo telecamere e telefonini tra le questioni nodali delle indagini su Anis Amri, il terrorista ritenuto l’autore della strage di Berlino che ha trovato la morte nel Milanese. Anche i soldi che l’uomo aveva con sé sono una importante pista investigativa. Il tunisino infatti non aveva in tasca solo un centinaio di euro, come si era appreso inizialmente, ma oltre mille. I contanti, in tagli da 50 e 20 euro, si presume prelevati da un bancomat da Amri o da qualcuno per lui, ora potrebbero anche aiutare a risalire a eventuali complici. Proprio ieri sera a Berlino la polizia ha fatto due blitz: uno nell’appartamento dove viveva un vecchio compagno di stanza di Amri e l’altro nella casa per profughi dove risiedeva un 26enne tunisino. Due sospetti complici di Amri.
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