Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Spot subliminalmente nazista Commento di Roberto Giardina
Testata: Italia Oggi Data: 26 novembre 2016 Pagina: 16 Autore: Roberto Giardina Titolo: «Spot subliminalmente nazista»
Riprendiamo da ITALIA OGGI del 26/11/2016, a pag.16, con il titolo "Spot subliminalmente nazista" il commento di Roberto Giardina.
Per chi riteneva superata l'espressione 'il passato che non passa', ecco la dimostrazione che in Germania invece è pericolsamente attuale.
Roberto Giardina
Gli spot natalizi dell´Edeka stanno diventando una tradizione. E provocano sempre polemiche, il che è proprio quanto desidera la grande catena di distribuzione. L´anno scorso i pubblicitari sono stati accusati di cattivo gusto, ma oggi è più grave: nel loro messaggio si nasconderebbe un criptico omaggio ad Adolf Hitler. Si tratta di un errore voluto, o di una distrazione dovuta all´ignoranza di giovani creativi dell´agenzia Jung von Matt? L´anno scorso lo spot dell´Edeka, sempre della stessa agenzia, divenne virale, come si dice. Mandato in onda da tutti i canali tv all´ora di maggior ascolto, fu visto su youtube da 52 milioni di persone, con sottotitoli perfino in giapponese o in finlandese, anche se non occorreva conoscere il tedesco per capirlo. Sparsi per il mondo, diversi figli e figlie ricevono un biglietto listato a lutto. E´ morto il padre. Abbandonano tutti i programmi, celebrazione del Natale in luoghi esotici, e si precipitano in Germania, alla casa di famiglia. Trovano il padre vivo e vegeto che li attende a una tavola imbandita. I figli si indignano, il genitore spiega: come mai avrei potuto riunirvi, qui a casa vostra, se non fingendomi morto? Finisce con un sorriso, tra la commozione generale, tutti a cantare insieme canzoni natalizie. Cattivo gusto o meno, l´umorismo macabro fu compreso. Con grande soddisfazione e successo commerciale dell´Edeka, fondata nel 1898, un colosso con 347mila dipendenti, 48 miliardi di euro di fatturato, oltre 4mila punti vendita in Germania, e il 26 per cento del mercato. Quest´anno, lo spot mi era sembrato più banale. I genitori sono affaccendati, la madre prepara i tipici dolcetti natalizi, il padre è concentrato nell´addobbare un gigantesco Tannenbaum, l´albero di Natale, qui il presepe non si usa, se non in alcune zone meridionali, e così via. I bambini li guardano tristi. Quel che vogliono è che si giochi con loro, infine i genitori capiscono. Direi banale. E l´Edeka propone di acquistare nei suoi negozi una specie di “buono tempo”, un minuto per un euro, da regalare a chi si vuole. In cambio, un cioccolatino. Il ricavato andrà in beneficenza. Non mi sono accorto di nulla, lo confesso. Sono distratto, o forse non così maniaco e sospettoso. Il messaggio occulto si nasconde nelle auto usate dai genitori, più precisamente nelle targhe, che appaiono di sfuggita per una frazione di secondo. Una Volvo ha targa “MU-SS 420”, ovviamente di fantasia. Monaco ha una “M”, e Münster ha la sigla “MS”.Qui si continua a indicare la città o il paese, al contrario che da noi (l´ordine europeo di cambiare non è mai esistito, abbiamo sostituito milioni di targhe per un motivo che andrebbe indagato, ed è intuibile, un affare da milioni di euro). Per i pubblicitari era un gioco di parole: si legge “Muss”, cioè devi, per alludere alla canzoncina che fa da leit-motiv: devi fare proprio questo, o proprio quello, invece di pensare a me? Ma la sigla “SS” rimanda alle truppe scelte naziste e, ancora peggio, il numero 420 indicherebbe il venti aprile, il compleanno di Hitler. Non a caso la combinazione “SS” è vietata dal codice di circolazione. La seconda targa di una Mercedes sembrerebbe più innocente: “SO-LL 3849”. Invece no: l´84 in codice si trasforma in “Heil Deutschland”, perché l´”H” è la quarta lettera dell´alfabeto, e la “D” l´ottava. E “Soll” significa dovresti. Dunque, un invito nazionalista. Non basta: il “39” simboleggia la “Christiliche Identität” ed è usato in chiave antisemita dai gruppi estremisti. Forse noi siamo meno sensibili, o meno attenti, ma l´Edeka si è precipitata a scusarsi: troppo tardi per rifare lo spot. Non è la prima volta che i pubblicitari inciampano sul passato, ricorda la “Süddeutsche Zeitung”. Anni fa la Tschibo, insieme con la Esso, voleva reclamizzare i suoi diversi tipi di caffè, e non trovò di meglio dello slogan “Jedem das Seine”, a ciascuno il suo. E fu costretta a sospendere la campagna: la scritta appariva all´ingresso del Lager di Buchenwald, come tutti dovrebbero ricordare. Incredibile, ma lo stesso “errore” fu compiuto dalla Rewe, da Burger King, dalla Merkur Bank e, infine, dalla Nokia per reclamizzare i suoi telefonini. Per i cellulari, si corresse in tempo con lo slogan “As you like it”, come vi garba. Da Adolf a Shakespeare, o a Pirandello.
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