Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
L'ebraismo dimezzato: l'opinione di Yuval Harari Commento di Elena Loewenthal
Testata: La Stampa Data: 12 ottobre 2016 Pagina: 25 Autore: Elena Loewenthal Titolo: «Yuval Harari ridimensiona l'ebraismo»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 12/10/2016, a pag. 25, con il titolo "Yuval Harari ridimensiona l'ebraismo", il commento di Elena Loewenthal.
Elena Loewenthal
Yuval Harari
L’ebraismo è un po’ come la mamma di Newton: non è che quando si scrive una storia della scienza ci si senta in dovere di dedicarle un capitolo. Parola di Yuval Harari, docente all’Università Ebraica di Gerusalemme e autore del fortunato quanto appassionante Breve storia dell’umanità (tradotto da Bompiani).
Il best seller di Harari (Bompiani ed.)
Come affronta la storia dell’umanità focalizzandosi su alcuni punti essenziali che ci distinguono dal resto del creato, così Harari ha di recente offerto ai lettori del supplemento dell’Haaretz un interessante excursus sulla «normalità» del popolo ebraico. «Va da sé che il popolo ebraico è unico», spiega, «e ha una storia sorprendente (il che è peraltro vero per gran parte dei popoli). È altrettanto ovvio che la tradizione ebraica è piena di idee profonde e valori nobili (benché sia anche piena di opinioni discutibili). Ma se si guarda al quadro generale della nostra storia a partire dall’affermazione dell’Homo sapiens più di 10.000 anni fa, è ovvio che il contributo ebraico alla storia risulti assai limitato».
Anche restringendo il campo alla questione delle religioni monoteistiche, Harari ridimensiona il ruolo dell’ebraismo. D’accordo che sta alla radice di cristianesimo e islam, ma c’è dell’altro su questa terra: una moltitudine di religioni e fedi. Se poi «scendiamo» sul terreno dell’etica, è vero che la Bibbia ebraica offre una solida piattaforma di valori morali e sociali. Ma è altrettanto vero che uguaglianza e giustizia sociale sono istanze che manifestano chiaramente anche i primati (nel senso di scimmie).
Questo «ridimensionamento» dell’ebraismo nel contesto della storia umana non è un puro divertissement né una provocazione fine a se stessa. Secondo Harari la responsabilità di avere, dalla Bibbia in su, «inventato» così tante cose, e la fatica di stare al centro della storia, sono più un onere che un onore. Forse l’ebraismo, dice, farebbe bene a recuperare un’antica ma trasandata virtù: quella della modestia. Intesa non come il contrario della baldanza - non è proprio questo il punto - ma come la soddisfazione di stare al margine e di lì guardare al mondo. Con quella serenità tutta speciale che viene dal sapere di contare poco, tutto sommato.
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