Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Terrorismo: Occidente troppo impegnato a criticare Israele per fare la cosa giusta L'analisi di Maurizio Molinari
Testata: La Stampa Data: 02 ottobre 2016 Pagina: 20 Autore: Maurizio Molinari Titolo: «L'assordante silenzio dell'Occidente sulle stragi in atto nel mondo arabo»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 02/10/2016, a pag. 20, con il titolo "L'assordante silenzio dell'Occidente sulle stragi in atto nel mondo arabo", la lettera di un lettore. La risposta è del direttore Maurizio Molinari.
Caro Direttore, ormai ci stiamo abituando agli eccidi che quotidianamente vengono perpetrati in Siria. Una volta c’erano i pacifisti a «ricordarci» le guerre in atto in altre parti del mondo, oggi queste voci tacciono. Si organizzavano marce, sit-in, ai balconi si esponevano le bandiere della pace e gli intellettuali compravano qualche pagina di giornale per far sentire la loro voce. E ora?
Pasquale Mirante Sessa Aurunca (CE)
Caro Mirante, il silenzio dei «pacifisti» sulle oltre 300 mila vittime della guerra civile in Siria consente di riflettere sulla sensibilità dell’Occidente davanti a stragi, eccidi e decapitazioni in corso nel mondo arabo-musulmano, teatro di uno scontro violento ed epocale, fra regimi dispositivi e gruppi jihadisti. Dittatori e terroristi sono quasi sempre sul fronte opposto ma ad accomunarli è il ricorso alle violenze più efferate per imporsi sui rivali. Gheddafi voleva schiacciare la rivolta di Bengasi «come si fa con i topi», Bashar Assad usa le bombe a grappolo contro i quartieri civili di Aleppo, i jihadisti del Califfo bruciano e decapitano per imporre il proprio terrore, le rivoluzioni egiziane - guidate da leader concorrenti - sono state accompagnate da migliaia di persone arrestate e scomparse nel nulla. Dozzine di comunità cristiane sono state distrutte. In Yemen il conflitto fra milizie sciite filo-iraniane e truppe sunnite ha causato per l’Onu grave carenza di cibo per oltre 370 mila bambini. È una raffica di emergenze umanitarie nel cuore del mondo arabo-musulmano che nasce dalla carenza di rispetto per gli esseri umani da parte di molteplici leader politici, militari, religiosi e tribali. E sulla quale prevale in Occidente un assordante silenzio delle coscienze.
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