Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il coraggio di Boualem Sansal, autore di 2084, I'Orwell del mondo musulmano Cronaca di Alessabdro Zaccuri
Testata: Avvenire Data: 10 settembre 2016 Pagina: 21 Autore: Alessandro Zaccuri Titolo: «La distopia di Sansal: quando la fede è il grande fratello»
Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 10/09/2016, a pag.21, con il titolo "La distopia di Sansal: quando la fede è il grande fratello" l'articolo di Alessandro Zaccuri.
Boualem Sansal
Alessandro Zaccuri
Abbiamo scritto molto sul libro "2084" di Boualem Sansal, e continueremo a scriverne, lo scrittore algerino lo merita, il coraggio con il quale critica l'islam - perchè questo è il tema del suo libro, anche se Avvenire gli gira intorno a partire dalla titolazione - dovrebbe essere d'esempio per i nostri cauti 'esperti' alla Cardini, tanto per citarne uno, ma lo scriviamo sapendo benissimo che l'ipocrisia soffoca il coraggio, quando poi ce n'è già poco o niente...
Per Boualem Sansal due realtà destinate a non incontrarsi mai esistono, ma non sono Oriente e Occidente. «Dubbio e fede sono incompatibili», ha ripetuto ieri lo scrittore algerino al Festivaletteratura di Mantova, ribadendo le sue personali convinzioni sull'inconciliabilità tra fede e religione. O, meglio, tra lo spirito dei Lumi e la religione monoteista in tutte le sue manifestazioni, non solo quella dell'immaginario fondamentalismo che domina sull'Abistan, la totalitaria terra desolata descritta nel suo 2084. La fine del mondo (Neri Pozza). D'accordo, nel romanzo l'Inviolato si chiama Yölah e non Allah, il suo profeta ha nome Abi anziché Muhammad e via di questo passo, ma non ci vuole molto per capire che la distopia di Sansal si ispira alle vicende dell'islam nostro contemporaneo. «Da giovane ero rimasto folgorato da 1984 di Orwell - confessa il narratore - e, quando in Algeria ha iniziato a diffondersi l'integrismo, mi sono domandato come mai nessuno pensasse a scrivere qualcosa di simile ambientato nel Maghreb. Alla fine quel libro l'ho scritto io». 2084 si è presto trasformato in un successo intemazionale, guadagnando all'autore sia la condanna come apostata in patria sia la malriposta ammirazione dell'estrema destra francese. «Non pretendo di essere un profeta - dice - ma penso che le mie previsioni abbiano un crescente margine di affidabilità». A proposito di pronostici: Sansal è stato candidato al Nobel per la Letteratura. Ma di questo, nel caso, si parla fra qualche settimana.
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