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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
30.08.2016 Iran & Russia: due stati canaglia, accarezzati da un Occidente suicida
Più che vicina la minaccia nucleare

Testata: Il Foglio
Data: 30 agosto 2016
Pagina: 3
Autore: Editoriale
Titolo: «Tango atomico tra Iran e Russia»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 30/08/2016, a pag.3, con il titolo "Tango atomico tra Iran e Russia", l'editoriale sull'intesa nucleare russo-iraniana. 

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Ci vengono in mente i sorridenti rappresentanti dei paesi occidentali a Vienna dopo aver firmato l'Accordo con l'Iran. Sorrideva anche la Mogherini, peccato che a nessun eletto nel nostro parlamento nè in quello europo venga in mente di presentare una richiesta di dibattito in aula. Tutti d'accordo con l'ex seguace di Arafat? e non dimentichiamo Obama, anche lui più che felice.

Ecco l'articolo;

Domenica sera la televisione di stato iraniana ha mostrato le immagini del sistema missilistico russo S-300 disposto a guardia del sito nucleare di Fordo, 100 chilometri a sud di Teheran. Si tratta di una grossa notizia, perché l’S- 300 è un sistema di difesa contro i raid aerei e rende molto più difficile un attacco dall’esterno – e c’è da ricordare che veniamo da anni in cui un raid aereo israeliano per colpire i siti atomici dell’Iran è spesso sembrato imminente. I russi avevano venduto l’S-300 all’Iran nel 2007, poi avevano cancellato il contratto nel 2010 perché erano anche loro preoccupati per il programma atomico. Nel 2015 il contratto è stato riportato in vita, anche se Mosca ha cincischiato molto sulla consegna definitiva: l’Iran ammette che il sistema sarà operativo soltanto alla fine di quest’anno. C’è da chiedersi perché gli iraniani creano un ombrello missilistico contro i raid aerei attorno a Fordo, dove, stando al trattato di pace firmato l’anno scorso, oggi si fa soltanto ricerca scientifica con isotopi medici. E viene anche da domandarsi come vanno davvero le cose tra Russia e Iran. Due settimane fa i russi hanno rivelato al mondo che stavano usando una pista iraniana vicino Hamadan per i loro cacciabombardieri strategici in missione in Siria. Mossa brillante, ma una settimana dopo l’Iran ha interrotto i voli, perché i russi non “non si sono comportati da gentiluomini”. Passa una settimana e la tv iraniana mostra il tanto ambito S-300 russo svettare attorno a Fordo. L’Iran è un alleato esigente, non tollera ambiguità sulle amicizie, e pare che nemmeno Vladimir Putin riesce a gestire con serenità quest’abbraccio troppo stretto.

Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppre cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@ilfoglio.it

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