Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
La politica come incitamento all'odio: ma è traversale Commento di Davide Frattini
Testata: Corriere della Sera Data: 17 agosto 2016 Pagina: 31 Autore: Davide Frattini Titolo: «L'allarme del figlio di Rabin sul linguaggio e la violenza»
Riprendiamodal CORRIERE della SERA di oggi, 17/08/2016, a pag.31, con il titolo "L'allarme del figlio di Rabin sul linguaggio e la violenza", il commento di Davide Frattini.
L'incitamento all'odio attraverso il mezzo della politica è vecchio quanto quest'ultima. Ma in genere è trasversale, lo esprimono tutti i fanatismi politici. E' più che comprensibile che il figlio di Itzak Rabin ricordi il clima di odio che poi armò la mano dell' assassino di suo padre, anche il paragone con i duelli fra Hillary Clintno e Donald Trump ci paiono esagerati. Semmai è Trump a ricevere ondate di critiche - anche pesanti - non solo dagli avversari democratici, ma anche da esponenti del suo stesso partito.
Davide Frattini
Che le parole possano uccidere l’ha imparato la sera di novembre del 1995 in cui hanno sparato a suo padre. Ammazzato da quello che i servizi segreti hanno definito «un lupo solitario». Se è un individuo a colpire, le responsabilità collettive sono diluite: la spiegazione investigativa è sembrata agli israeliani un modo di assolvere dalla complicità, quantomeno morale, gli avversari politici che per me i avevano istigato e incitato. Odio verso il primo ministro laburista che aveva osato firmare il trattato di pace con i palestinesi, aveva accettato di restituire i territori catturati nella guerra del 1967. Yitzhak Rabin è stato ucciso da Yigal Amir ed è stato prima eliminato da chi lo ha ritratto come un criminale nazista , lo ha delegittimato, ha fatto credere che avesse tradito e indebolito Israele . Il figlio Yuval, che oggi ha 61 anni, ha sentito l’assonanza, il rullare del rancore: i toni oltranzisti per trasformare l’altra parte, il contendente con le idee diverse, in nemico da abbattere. E ha voluto avvertire gli americani, ha provato a spiegare — con un editoriale sul quotidiano Usa Today — che gli attacchi (verbali) di Donald Trump, quegli appelli ( ovviamente distorti da la stampa , secondo il candidato repubblicano) al popolo del Secondo emendam e to perché fermi Hillary Clinton, lo hanno riportato all’autunno del 1995. La destra che aizza gli estremisti contro il padre, sempre a parole come Trump, sempre smentendo. Dopo. Ha la certezza, lo ha imparato nel dolore, che i comizi spargano semi pericolosi. Yuval Rabin individua il peggiore di questi granelli maligni : insinua e che il sistema democratico sia marcio, che la Patria stia frantumandosi, che l’unico modo per proteggere la nazione è prendersi la responsabilità di agire, da soli ma con gli slogan che risuonano nella testa. Di premere il grilletto tre volte come Yigal Amir.
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