Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Un 'radicale' di troppo nel titolo Cronaca di Marta Ottaviani
Testata: La Stampa Data: 06 agosto 2016 Pagina: 3 Autore: Marta Ottaviani Titolo: «L'Austria è la capitale del razzismo radicale»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 06/08/2016, a pag.3, con il titolo "L'Austria è la capitale del razzismo radicale" il pezzo di Marta Ottaviani, come al solito bene informato. Peccato che il titolo riprenda la dichiarazione del ministro degli esteri turco, contenente la parola 'radicale'. Dal titolo il lettore non capisce chi l'ha pronunciata, andava lasciata all'interno del pezzo. Che la usi il ministro turco non desta stupore, il regime di Erdogan sta facendo di tutto per cancellare la memoria dei crimini commessi negli ultimi mesi. Ripetiamo l'invito a abolire la parola "radicale", nemmeno per indicare estremismo, se lo è si scriva estremismo, ma dato che abitualmente sostituisce " terrorismo islamico", va cancellata. Chiamiamo le cose con il loro nome.
Ecco il pezzo:
Marta Ottaviani Mevlut Cavusoglu
Scintille fra Austria e Turchia. A poche ore dall'intervista concessa dal Cancelliere di Vienna, Christian Kern, è arrivata la risposta del ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, che non ha esitato a definire il Paese europeo, la «capitale del razzismo radicale». Il capo della diplomazia turca ha giudicato «spiacevoli» le parole del cancelliere austriaco che due giorni fa aveva definito «una finzione» i negoziati per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. «Sappiamo - aveva detto Kern - che gli standard democratici sono chiaramente insufficienti a giustificare l'ingresso della Turchia in Ue». Il cancelliere aveva poi aggiunto che Ankara non era nella posizione di porre troppe condizioni nell'accordo sui migranti, perché in caso di interruzione, come minacciato da presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, verrebbero meno anche i sei miliardi di stanziamenti previsti. Kern ha poi aggiunto che il prossimo 16 settembre, al Consiglio d'Europa, metterà il dossier Turchia sul tavolo. In realtà, Ankara ha sottovalutato il fatto che le dichiarazioni del Cancelliere, siano in buona dose da ricollocare in un'ottica squisitamente interna. L'Spo, il Partito socialdemocratico e al momento il primo partito nel Paese, ha tutto l'interesse a mantenere alto il consenso interno, specialmente in vista del voto presidenziale che si terrà il prossimo 2 ottobre, dopo che il ballottaggio di maggio è stato annullato a luglio dalla Corte Costituzionale. Le dichiarazioni di Kern, poi, sono in continuità con il cambio di linea che socialisti e popolari, uniti in un governo di larghe intese, hanno avviato dall'inizio dell'anno per non perdere consensi e dove l'argomento «migranti» rappresenta uno dei temi a cui fare più attenzione. Della situazione ha cercato di approfittare anche il leader dell'Fpo, il Partito di estrema destra, Heinz-Christian Strache, che ha subito preso le difese del Cancelliere contro le dichiarazioni di Cavusoglu, il quale non si è reso conto di aver fornito materiale per una reazione ancora più dura.
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