Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Ecco la strategia dell'Einstein italiano della Farnesina E' quella di Paolo Gentiloni per la Libia
Testata: La Stampa Data: 22 luglio 2016 Pagina: 13 Autore: la redazione Titolo: «Libia, Gentiloni: serve unità delle forze di sicurezza»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 22/07/2016, a pag. 13, la breve "Libia, Gentiloni: serve unità delle forze di sicurezza".
Le parole di Gentiloni sono a dir poco banali. E' naturale, dunque, che non avranno conseguenza alcuna. Un prosecutore, dunque, della politica traballante di Federica Mogherini
Ecco la breve:
Paolo Gentiloni
Il ruolo dell’Italia in Libia resta centrale e il nostro Paese conferma il pieno appoggio al governo di Al Sarraj, insediatosi da qualche mese a Tripoli. A margine dell’incontro della coalizione anti-Isis a Washington,il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni rilancia ha avuto un colloquio con il ministro degli Esteri libico Mohammed Taher Siala al quale ha ribadito l’auspicio che vengano compiuti passi avanti nella sicurezza del Paese, a partire da Tripoli. Per questo uno dei passaggi fondamentali è garantire l’unità delle forze di sicurezza che includano anche i reparti leali al leader dell’Est, il generale Haftar, a patto naturalmente che quest’ultimo riconosca l’autorità politica del governo di accordo nazionale. L’Italia - ha ribadito Gentiloni - ha riconfermato l’impegno italiano a offrire tutto il sostegno necessario «nel caso questo venisse richiesto dal governo libico». «Questo sostegno - dice il titolare della Farnesina - potrebbe concretizzarsi in varie forme, a partire dall’addestramento delle forze di sicurezza».
Per inviare la propria opinione alla Stampa, telefonare 011/65681, oppure cliccare sulla e-mail sottostante