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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
04.07.2016 Addio a Marina Jarre, la scrittrice della ricerca delle radici ebraiche e valdesi
Ricordo di Mario Baudino

Testata: La Stampa
Data: 04 luglio 2016
Pagina: 31
Autore: Mario Baudino
Titolo: «Marina Jarre, tra valdesi e diaspora ebraica»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 04/07/2016, a pag. 31, con il titolo "Marina Jarre, tra valdesi e diaspora ebraica", il ricordo di Mario Baudino.

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Mario Baudino

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Marina Jarre

Marina Jarre si è trovata a essere scrittrice all’incrocio tra due passati, entrambi fieri e dolorosi: quello dei valdesi perseguitati dal Medioevo fino all’editto di Carlo Alberto, e quello della diaspora ebraica, dalla Spagna del Cinquecento allo sterminio. Li ha ripercorsi entrambi, in un’opera di ricerca e di tenerezza, tra romanzi e memoir come Un leggero accento straniero o Padri lontani, Ascanio e Margherita o La principessa della luna vecchia. È morta a Torino, alla soglia dei 91 anni, cinquanta dei quali dedicati alle scrittura e culminati idealmente in uno dei suoi titoli più famosi, Ritorno in Lettonia, lungo viaggio alla ricerca del padre divorato dall’Olocausto.

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Era nata a Riga, nel ’25, dall’erede, ebreo lettone, di una dinastia industriale, Samuel Gersoni, e da madre italiana e valdese, lettrice all’università. Ben presto però i genitori si separarono, e Clara Coïsson - grande traduttrice dal tedesco e dal russo - portò con sé a Torre Pellice lei e la sorellina Annalisa. Dall’incontro tra due culture, molte lingue e una riflessione continua sul peso della storia è nata una scrittrice (edita per lo più da Einaudi e Bollati Boringhieri, in una fedeltà tutta torinese) che aveva in sé una non rinnegata filigrana cosmopolita e una forte adesione alla tradizione italiana.

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Marina Jarre sapeva guardare alla storia (come nei romanzi dedicati ai valdesi) e insieme a un’umanità spoglia nella sua semplice verità, eroicamente traversata dal quotidiano. Sono, i suoi, libri che resteranno. I libri dei «padri lontani».

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