Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Tunisia: l'abbaglio di Francesco Battistini sui Fratelli musulmani Impari dall'analisi di Zvi Mazel
Testata: Corriere della Sera Data: 12 giugno 2016 Pagina: 25 Autore: Francesco Battistini Titolo: «La Tunisia si affida alle magie di Strauss-Kahn»
Riporendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 12/06/2016, a pag. 25, con il titolo "La Tunisia si affida alle magie di Strauss-Kahn", la cronaca di Francesco Battistini, pubblicata nella pagina dei commenti, quando sarebbe stata più adatta quella dei pettegolezzi, visto il taglio. A parte il ritratto di Strauss-Kahn, più adatto a CHI, stupisce il giudizio su Ennahda, il partito dei Fratelli Musulmani, il cui improvviso travestimento in 'partito moderato' non avrebbe dovuto trarre in inganno Battistini, data la sua esperienza in Medio Oriente.
Bce & Dsk. L etto così, sembra l’acronimo di qualche severo istituto finanziario. Invece è la strana, beffarda coppia che sta scuotendo la politica tunisina di questi giorni. Bce, come viene da tutti soprannominato il presidente Beji C aid Essebsi, uno dei capi di Stato più anziani della Terra, laico novantenne che ha vinto nelle urne la sfida ai Fratelli musulmani. Dsk, l’universalmente noto Dominique Strauss-Kahn, che a 67 anni si sta reinventando una vita dopo aver perso faccia, famiglia ed Eliseo in una serie di scandali sessuali. Qualche giorno fa Bce, ribadito che la sua miracolosa vittoria politica non basterà a salvare la piccola Tunisia nell’assedio jihadista, da nostalgico orfano di Burghiba ha presentato un piano quinquennale di sviluppo: strade, porti, ferrovie, tutto quel che serve a rilanciare un Paese dove non lavora un maschio su quatt ro. Coi soldi dell’Ue sono già arrivati due miliardi e mezzo del Fondo monetario, un tempo diretto proprio da Dsk, ma per gestire gl’investimenti ci s’affiderà a un superconsulente. Ch i? Lo stesso Strauss-Kahn, che oggi vive defilato in Marocco, è stato in gran parte prosciolto dalle vecchie accuse e però è appena stato trascinato in una nuova inchiesta, quella sui Panama Papers. Si sa che la pecunia non puzza, specie se è tanta . Ma stavolta qualche naso s’è storto: c’entra una certa diffidenza verso i francesi che nell’area, dall’Egitto alla Libia, mantengono sempre questo vizio di spiazzare le politiche europee. E poi c’entra la Fratellanza islamista di Ennahda, appena convertita a un’opposizione responsabile: non può contentarsi d’una smentita che non smentisce ( «Dsk è stato scelto da una banca privata che collabora con noi», ha detto il governo) e le riesce difficile, ora, sedersi al tavolo d’un «pubblico peccatore« dedito più alle fidanzate che alle finanziarie. Dicono gli arabi che non si può cavare farina da un sacco di carbone: alla Tunisia riuscirà anche questo piccolo miracolo?
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