Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Putin regala agli ayatollah missili S-300 La Russia si conferma il più grande alleato di chi vuole la distruzione di Israele
Testata: Il Foglio Data: 12 aprile 2016 Pagina: 3 Autore: la redazione Titolo: «L'Iran è un paese non normale»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 12/04/2016, a pag. 3, l'editoriale "L'Iran è un paese non normale".
Missili S-300 russi in Iran
Ieri è successo che il ministero degli Esteri iraniano ha annunciato il primo arrivo nel paese dei missili S-300 dalla Russia. Questa sigla, S-300, negli anni è diventata l’icona della capacità della Russia di imporre il proprio gioco in medio oriente: sistema d’arma a lunga gittata progettato in tempi ancora sovietici e poi passato all’erede Vladimir Putin, è capace di vedere in tempo reale e di intercettare aerei e missili nemici mentre violano lo spazio aereo con una probabilità di successo del 90 per cento. In parole povere, se Israele o altri pensano di potere bombardare i siti militari dell’Iran, devono rivedere i piani e fare i conti con questa creatura della Guerra fredda. Come sempre succede quando si parla dell’arrivo degli S-300 russi in Iran, la notizia è stata ritrattata: il ministero ha detto di poter confermare soltanto una non meglio specificata “prima fase dell’implementazione dell’accordo con Mosca”. Fuochino, fuochetto, fuocherello insomma. Dall’installazione degli S-300 in Iran passa la normalizzazione del paese, che oggi è in pausa atomica grazie al deal con Obama, e domani chissà. Forse si spoglierà in fretta di questa sua ritrovata normalità. Le foto che circolavano sui media ieri mostravano che a scortare i presunti missili c’erano i baschi verdi dei commando della 65° Brigata aerotrasportata, lo stesso reparto speciale mandato a combattere in Siria una settimana fa.
Renzi, in questi giorni primo capo di stato occidentale in visita a Teheran dopo l’accordo sulle sanzioni, dovrebbe tenerne conto. La normalità fragile dell’Iran nasconde mille possibili passi all’indietro e l’arrivo non confermato di un sistema d’arma avanzato non proietta ottimismo.
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