Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Libano, profughi siriani ovunque e campi illegali, rischia il collasso Commento di Giordano Stabile
Testata: La Stampa Data: 21 marzo 2016 Pagina: 12 Autore: Giordano Stabile Titolo: «Profughi ovunque e campi illegali, il Libano sull'orlo del collasso»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 21/03/2016, a pag. 12, con il titolo "Profughi ovunque e campi illegali, il Libano sull'orlo del collasso", il commento di Giordano Stabile.
Giordano Stabile
Un campo per profughi siriani in Libano
Agire prima che il Libano diventi un’altra Turchia. È l’allarme che circola nelle cancellerie e che ha spinto la diplomazia internazionale a intervenire per disinnescare la crisi dei rifugiati siriani. Oggi l’Alto rappresentante dell’Unione europea Federica Mogherini arriverà e Beirut e visiterà un campo profughi nella valle della Bekaa, al villaggio di Bar Elias. Il 29 e 30 marzo sarà la volta del Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon che presenterà un pacchetto di aiuti.
Il Libano è il Paese che ha ricevuto più profughi siriani in rapporto alla popolazione. Almeno 1,3 milioni di fronte a 4,5 milioni di abitanti. L’analista Samir El-Daher, già consigliere della Banca mondiale, ha calcolato in 4 miliardi di dollari il fabbisogno per far fronte all’emergenza. Ne sono arrivati 75 milioni. L’afflusso di rifugiati ha fatto salire la popolazione a quasi 6 milioni, la densità a 600 abitanti per kmq, una delle più alte al mondo. È come se in Italia fossero arrivati 19 milioni di profughi e la densità fosse salita da 200 a 270 abitanti per kmq.
«Le infrastrutture, strade, fognature, elettricità, ospedali, scuole» sono sottoposte a uno stress senza precedenti e sono «sull’orlo del collasso», avvertono fonti diplomatiche occidentali. Questo in un Paese dagli equilibri politici e demografici «delicatissimi». I profughi siriani sono soprattutto musulmani sunniti. Il sistema libanese si regge su una ripartizione minuziosa del potere fra sunniti, sciiti e cristiani, questi ultimi in teoria la metà del totale. Non si fa un censimento etnico-religioso dagli Anni 30, per evitare tensioni. L’assimilazione dei siriani, come già quella dei 300 mila palestinesi, è fuori questione.
Campi champignons È chiaro che i siriani o tornano in patria o tenteranno la strada verso l’Europa. Finora li ha frenati la vicinanza con la Siria e le difficoltà a partire. Cipro è a 260 chilometri, meno della distanza che separa l’Italia dalla Libia, ma molto più di quella fra Turchia e Grecia. L’alternativa è imbarcarsi con gli scafisti verso la Turchia e di lì fare la strada fino alla rotta balcanica. Poche migliaia ci hanno provato finora. Solo la tratta fino alla Turchia costa 2 mila dollari.
Ma le condizioni in Libano stanno peggiorando. Ottenere un permesso di lavoro è diventato più difficile e costoso. La crisi dell’edilizia ha tolto sbocchi anche nel lavoro nero. Non ci sono campi attrezzati. Solo strutture «informali», detti campi «champignons» perché crescono come funghi. Sorgono su terreni privati e in cambio i profughi sono costretti a lavorare gratis per i proprietari.
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