Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
'Remember': la giustizia dopo Auschwitz Recensione di Paolo D'Agostini
Testata: La Repubblica Data: 04 febbraio 2016 Pagina: 41 Autore: Paolo D'Agostini Titolo: «Atom Egoyan mette in scena la vendetta per l'Olocausto»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 04/02/2016, a pag. 41, con il titolo "Atom Egoyan mette in scena la vendetta per l'Olocausto", la recensione di Paolo D'Agostini (tra quelle uscite ci è parsa quella che più ha capito il film).
La locandina
Il vecchio ebreo Zev, sopravvissuto allo sterminio nazista, è appena rimasto vedovo che si vede affidare dal coetaneo Max, come lui alloggiato presso una casa per anziani e come lui sopravvissuto all’Olocausto, una lettera contenente le dettagliate istruzioni (infatti Zev soffre di amnesie da demenza senile. Il dato, capirete, è fondamentale) per stanare l’uomo che si nasconde in America facendosi chiamare Kurlander ed è colui che settant’anni prima ha distrutto le loro vite. Questo è il livello visibile di un coinvolgente thriller, congeniale alla cifra creativa del regista canadese Atom Egoyan, in cui quasi nulla è come ci appare. Non immaginerete neanche lontanamente di quale pasta sia realmente fatto il meticoloso, sofisticato piano di vendetta che vediamo perseguito e messo in scena e infine realizzato. Forse non tutto ha una spiegazione. Ma ciò non disturba più di tanto, anche grazie alle due interpretazioni, che riescono a rendere credibile anche ciò che non lo è.
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