Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Nel Giorno della Memoria l'Onu incita al terrorismo palestinese contro Israele Cronaca di Giordano Stabile
Testata: La Stampa Data: 27 gennaio 2016 Pagina: 14 Autore: Giordano Stabile Titolo: «Netanyahu contro l'Onu: incita al terrorismo»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 27/01/2016, a pag. 14, con il titolo "Netanyahu contro l'Onu: incita al terrorismo", la cronaca di Giordano Stabile.
Giordano Stabile
Ban Ki-moon con Benjamin Netanyahu
«Incoraggia il terrorismo». L’accusa, durissima, arriva dal premier israeliano Benjamin Netanyahu ed è rivolta al Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. Lo scontro si è acceso all’improvviso ieri sera, dopo che Ban ha criticato la decisione del governo israeliano di scongelare dopo 18 mesi la costruzione di nuovi alloggi per i coloni in Cisgiordania. Per l’Onu le 153 nuove case, autorizzate dal ministero della Difesa, sono «un affronto al popolo palestinese e per la comunità internazionale». In questo modo, ha aggiunto Ban, c’è il rischio «che la opzione dei due Stati svanisca per sempre». E poi la frase che ha scatenato la reazione israeliana: «È nella natura umana reagire all’occupazione».
Per Netanyahu l’affermazione del Segretario generale metteva «il vento in poppa al terrorismo. Non c’è giustificazione al terrore. Gli assassini palestinesi non vogliono costruire uno Stato, vogliono distruggere uno Stato e lo dicono apertamente. Vogliono assassinare ebrei ovunque si trovino. Non uccidono per la pace, per i diritti umani». Poi ha allargato il tiro: «L’Onu ha perso da tempo la sua neutralità e la sua forza morale». Netanyahu parlava anche sull’onda emotiva della morte di Shlomit Kriegman, la donna di 23 anni ferita lunedì da due assalitori palestinesi nell’insediamento di Beit Horon, a Nord di Gerusalemme, e deceduta ieri mattina. Un nuovo attacco contro i coloni nell’«intifada dei coltelli» che insanguina Israele dallo scorso ottobre.
Ma le ragioni sono anche politiche. Israele non considera l’Onu «neutrale» dalla risoluzione che condannava la costruzione del Muro (barriera di separazione) in Cisgiordania, nel 2003. Poi sono seguiti il rapporto Gladstone sull’operazione Piombo fuso a Gaza del 2009 e le votazioni all’Assemblea generale che hanno riconosciuto la Palestina come membro dell’Onu, anche se con status di osservatore. E mentre i coloni si sentono sempre più assediati, tanto che ieri un ministro ha proposto (fra un mare di critiche) di costruire «reticolati elettrificati» attorno agli insediamenti, la «sponda» di Ban ki-moon ai palestinesi è sembrata al governo israeliano intollerabile.
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