Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Statistiche: i musulmani cresceranno del 73% entro il 2050 Danilo Taino legge il Pew Resarch Institute
Testata: Corriere della Sera Data: 20 dicembre 2015 Pagina: 39 Autore: Danilo Taino Titolo: «I musulmani nel mondo, una realtà che cambia»
Roprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 20/12/2015. a pag.39, con il titolo " I musulmani nel mondo, una realtà che cambia " il commento di Danilo Taino alle statistiche del Pew Institute. Ce n'è a sufficienza per preoccuparsi del futuro.
Danilo Taino
Nel 2010 , i musulmani nel mondo erano circa 1,6 miliardi. Tra il 2010 e il 2050 — calcola il Pew Research Institute — cresceranno del 73% , rispetto al 35% di aumento della popolazione del pianeta. Nello stesso periodo, il numero dei cristiani crescerà del 35% , quello degli induisti del 34% , quello degli ebrei del 16% . A quel punto, la popolazione di religione cristiana e quella islamica si equivarranno, circa attorno al 31% . Nella seconda metà del secolo, l’Islam diventerà la religione con il maggiore numero di fedeli: al 2100 , il 34,9% della popolazione mondiale contro il 33,8% dei cristiani. Queste proiezioni sono basate sugli andamenti demografici. In particolare su due elementi. Innanzitutto, le donne musulmane hanno più figli: in media, 3,1 contro 2,3 del resto della popolazione femminile globale. Inoltre, i musulmani sono mediamente più giovani, quindi nei prossimi anni una maggiore quota di loro sarà nell’età giusta per fare figli: in media hanno 23 anni contro i 30 degli altri. Siamo di fronte a una realtà strutturalmente in crescita con la quale l’Occidente non può pensare di non doversi confrontare. In Europa, ad esempio, i musulmani saranno il 10% della popolazione, nel 2050 . Non è solo una questione di numeri ma anche di tendenza, e quando la tendenza è alla crescita e va verso il primato (demografico) probabilmente si accompagnerà anche con salti di qualità nella percezione che l’Islam ha di se stesso. Conquistarne parti importanti ai valori della democrazia, delle istituzioni liberali e al rispetto della donna sarà immensamente importante. Il punto di partenza è non immaginare l’Islam come un blocco omogeneo. Quello del Medio Oriente e dell’Africa del Nord, per dire, in questo momento attrae tutte le attenzioni per le tensioni che lo attraversano. In questa regione, però, vive solo il 20% dei musulmani. Il 62% vive tra Asia e bacino del Pacifico: Indonesia, India, Pakistan, Bangladesh, Turchia, Iran. Alcune popolazioni hanno elevatissimi livelli di consenso per la sharia, i codici legali fondati sulla legge islamica: 99% in Afghanistan, 91% in Iraq, 84% in Pakistan, 86% in Malaysia. Ma altre no: solo il 12% dei turchi vorrebbe la sharia, il 29% dei musulmani libanesi, il 20% di quelli kossovari, il 10% dei kazaki. Interessante: il 42% dei musulmani che vivono in Russia preferirebbe la legge islamica a quella del Cremlino. Nel complesso, differenze sulle quali lavorare.
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