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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
18.07.2015 Arabia Saudita contro Obama e l'atomica degli ayatollah
L'alleanza Washington-Riyad non è mai stata tanto in bilico

Testata: Il Foglio
Data: 18 luglio 2015
Pagina: 3
Autore: la redazione
Titolo: «Arabia infelix»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 18/07/2015, a pag. 3, l'editoriale "Arabia infelix".

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L'arricchimento dell'Iran e del suo uranio dopo l'accordo voluto da Obama

Adesso che le bandiere americane a Teheran vengono trattate appena un po’ meglio del solito, gli odiati sauditi hanno scalato ancora qualche posizione nella classifica del disprezzo iraniano. Ed è ovvio che Riad pretenda spiegazioni e protezione da Barack Obama. Ieri il presidente americano ha incontrato il ministro degli Esteri saudita, Adel al Jubeir, il quale gli ha trasmesso tutte le irritate preoccupazioni della Casa reale a proposito della cedevolezza di Washington e della comunità internazionale. Quello che spaventa Riad non è soltanto l’accesso di Teheran all’atomica dopo la scadenza dei quindici anni, ma la crescita della sua influenza regionale quando la rimozione delle sanzioni internazionali ridarà vigore all’economia iraniana. Il fiume di dollari in entrata irrorerà inevitabilmente tutto il fronte sciita contro il quale Riad combatte in vari scenari.

C’è la guerra in Yemen contro gli Houthi sostenuti dall’Iran, fronte dove i sauditi hanno stabilito un’alleanza con al Qaida e “liberato” la città di Aden dai ribelli. Poi c’è la guerra in Siria, dove i sauditi parteggiano per la caduta di Assad. Obama sapeva bene che tipo di malumori covava da tempo fra gli alleati arabi e mesi fa ha invitato i leader del Golfo a un summit a Camp David. E’ finita con i re che mandavano i ministri e ministri che disertavano, un consesso di emissari minori che la diceva lunga sul clima di scetticismo. A complicare la relazione storica c’è anche la corsa degli Stati Uniti verso l’indipendenza energetica, progetto a lungo termine che però ha già gettato l’Opec a trazione saudita nell’irrilevanza. Non un momento d’oro per scendere a patti con il comune nemico.

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