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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
12.06.2015 L'Iran vuole chiudere il Medio Oriente in una morsa: ecco il piano
Dall'Iraq alla Siria, dal Libano a Gaza fino allo Yemen

Testata: Il Foglio
Data: 12 giugno 2015
Pagina: 3
Autore: la redazione
Titolo: «Senti come parla l'ayatollah»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 12/06/2015, a pag. 3, l'editoriale "Senti come parla l'ayatollah".


Le direttrici dell'espansione iraniana: Iraq, Siria, Libano, Gaza, Yemen. E prosegue la corsa al nucleare...

Il bello, si fa per dire, delle rivoluzioni islamiste è che si muovono secondo piani annunciati con enfasi e anni di anticipo. Basterebbe, semplicemente, ascoltare quando dichiarano cosa vogliono fare, dove e come vogliono farlo. Ieri l’ayatollah iraniano Saeedi, appartenente al corpo militare delle Guardie della Rivoluzione, l’ha messa giù ancora una volta in modo semplice: sotto Khomeini il nostro confine era quello con l’Iraq, sotto Khamenei (la Guida suprema di oggi) i nostri confini sono il mare Mediterraneo (leggi: la costa della Siria) e Bab al Mandab, che è il tratto di mare tra lo Yemen e l’Africa.

Insomma: ci siamo espansi a ovest fino al mare, e a sud fino all’estremo della penisola arabica. L’Ayatollah si riferisce evidentemente all’influenza che l’Iran esercita sul presidente siriano Bashar el Assad in Siria e al potere che esercita sui ribelli Houthi, che in pochi mesi hanno conquistato quasi tutto lo Yemen. Folklore, si dirà, una dichiarazione stentorea che arriva da figure abituate a esaltare il potere di Teheran. Ma le parole dell’ayatollah suonano assai reali agli altri stati nella regione, come Israele – che bombarda Assad a intervalli regolari – e l’Arabia Saudita – che sta bombardando lo Yemen. Sono il tipo di parole che creano le tensioni da cui scaturiscono guerre infinite.

Sono i canti di vittoria che fanno agitare i sunniti e li spingono nelle braccia dei gruppi estremisti – è sbagliatissimo, ma accade. Parlano, insomma, parlano chiaro e basterebbe ascoltarli. L’hanno detto anche di Israele, che però rimane il punto del programma iraniano più difficile da realizzare. La ragione? Gli israeliani, a differenza nostra, li ascoltano.

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