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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
07.06.2015 Velo = libera scelta ? mavalą !
Cronaca di Francesca Paci

Testata: La Stampa
Data: 07 giugno 2015
Pagina: 16
Autore: Francesca Paci
Titolo: «Le siriane fuggite dal Califfato si tolgono il velo»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 07/06/2015, a pag.16, con il titolo " Le siriane fuggite dal Califfato si tolgono il velo " il commento di Francesca Paci.

Francesca Paci

In barba alla retorica del paradiso terrestre, lo Stato Islamico descritto dalle donne che ne scappano ha i contorni nauseabondi dell’inferno dove si com- prano e vendono schiave da ridurre in servitł domestica e abusare sessualmente. Ma nessun racconto ha la forza degli scatti di Jack Shanine in cui le fuggiasche che riescono ad arrivare nella zona di Rojava controllata dai curdi si liberano del pesante velo nero uniforme del Califfato per mostrare i coloratissimi abiti della vita passata e futura. Mesi fa furono le foto delle yazide infagottate dalla testa ai piedi e con in mano il cartello con il proprio prezzo (200 dollari, 300 dollari. 500 dollari..) a trasformarsi in icona globale della condizione femminile sotto il Califfato. Oggi arriva il riscatto delle «immagini della libertą», come i social network hanno gią ribattezzato quelle diffuse da Shanine ma anche dal portavoce della «Euphrates Volcano Operation Room», il cartello delle diverse milizie siriane in guerra contro il feroce esercito di al Baghdadi. La seconda metą del cielo jihadista č composta da prigioniere, cristiane o di altre minoranze, e da volontarie, tra cui circa 2mila straniere (molte delle quali assai meno entusiaste di quando sono partite). Č un cielo plumbeo, coperto, impermeabile alla luce associata a chi dą la vita. Ma oltre le nubi, anche le pił pesanti, c’č il sole. E le donne che appena entrate in Rojava si sfilano dal capo il niqab e il giogo islamista assomigliano tanto all’arcobaleno.

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