Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Due poeti/amici, uno israeliano, l'altro iracheno, nati entrambi a Baghdad Nel racconto di Maurizio Molinari
Testata: La Stampa Data: 06 giugno 2015 Pagina: 76 Autore: Maurizio Molinari Titolo: «La scelta di due poeti coraggiosi con le radici in Medio Oriente»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 06/06/2015, a pag.76, con il titolo " La scelta di due poeti coraggiosi con le radici in Medio Oriente" l'articolo di Maurzio Molinari da Gerusalemme sull'incontro ad Asti tra Ronny Someck e Salah Al Hamdani, due poeti entrambi di origine irachena, il primo israeliano, il secondo arabo.
Maurizio Molinari Ronny Someck
Salah Al Hamdani
Baghdad e Gerusalemme si incontrano oggi ad Asti grazie alla scelta di due poeti coraggiosi, accomunati dalle radici nelle tragedie del Medio Oriente e dalla volontà di superarle trovando un linguaggio comune. Sul palco di Passepartout siederanno assieme l’israeliano Ronny Someck e l’iracheno Salah Al Hamdani, nati entrambi a Baghdad nel 1951, ma divisi da tutto il resto: il primo è dovuto fuggire quando aveva appena due anni, braccato dai pogrom antisemiti che fecero centinaia di vittime e ridussero in macerie la più antica comunità ebraica della Diaspora; il secondo fu braccato dalla dittatura di Saddam Hussein, obbligato all’esilio per trent’anni ed è tornato in patria solo nel 2004, per trovare una nazione lacerata, insanguinata. L’odio contro le minoranze, che ha provocato la persecuzione di Someck spingendolo ad emigrare in Israele, e la carenza di libertà, che ha causato l’esilio di Al Hamdani trasformandolo in un parigino d’adozione, sono due delle ferite più profonde che ancora oggi paralizzano il Medio Oriente. Legame nato a Parigi Da qui l’importanza del legame fra i due poeti, nato casualmente a Parigi nel 2011 e ricostruito così daAlHamdani durante un recente incontro a Gerusalemme: «Quando mi resi conto che Ronny era nato a Baghdad come me, nel mio stesso anno, mi sono accorto di aver sempre avuto un fratello ebreo in Israele. Per questo gli sono corso incontro». Ne è nato un legame che nel 2012 li ha portati a scrivere assieme «Baghdad-Jerusalem » un libro di poesie pubblicato in arabo, ebraico e francese, che i co-autori hanno presentato, assieme sul palco, a Tel Aviv e Gerusalemme. Per Al Hamdani ha significato, come lui stesso ammette,«perdere alcuni amici», ma basta leggere le sue poesie - come quelle di Someck - per rendersi conto come, strofa dopo strofa, sfidino ogni sorta di pregiudizi e intolleranze. Creatività indomabile Ciò che colpisce di questi due poeti, fratelli per scelta, è come i loro scritti siano una finestra su creatività indomabili: Someck è fra i promotori della compagnia di danza a Beersheva, nel cuore del deserto del Negev, come del teatro arabo-ebraico nell’antica città di Jaffa, e Al Hamdani è anche sceneggiatore ed attore, da diversi anni, tanto sui palchi teatrali che nei set del cinema.
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