Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Israele/Arabia Saudita Vs Iran/Obama Analisi di Rolla Scolari
Testata: Il Foglio Data: 06 giugno 2015 Pagina: 1 Autore: Rolla Scolari Titolo: «Alleati molto segreti»
Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 06/06/2015, a pag.1-4, il commento di Rolla Scolari dal titolo " Alleati molto segreti"
Rolla Scolari
Israele e l’Arabia Saudita non hanno relazioni diplomatiche. Non ci sono voli diretti da Riad a Tel Aviv, un visto israeliano sul passaporto impedisce al turista l’entrata nel regno dei Saud, che non riconosce l’esistenza d’Israele. I due paesi non sembrano avere nulla in comune, se non fosse che condividono il loro più robusto alleato, gli Stati Uniti, e anche il più grande nemico, l’Iran. E negli ultimi mesi, anche una relazione sempre più accidentata con l’amico americano, impegnato a costruire un controverso accordo con Teheran per arginare il suo programma nucleare. Così la stretta di mano giovedì a Washington durante un dibattito sulla minaccia atomica iraniana tra il prossimo direttore del ministero degli Esteri israeliano, Dore Gold, e il generale in pensione ed ex consigliere del potente principe saudita Bandar bin Sultan, Anwar Majed Eshki, è affare inedito, soprattutto perché intenzionalmente votato alle telecamere, apparentemente intenzionato a inviare un messaggio. I due hanno condiviso un palco del think tank Council on Foreign Relations e si sono trovati d’accordo su tutta la linea in materia di Iran, considerato il principale nemico da controbilanciare. I lunghi mesi di sforzi dell’Amministrazione Obama per ratificare a fine mese un’intesa con Teheran sul nucleare non soltanto non convincono sauditi e israeliani, ma hanno fatto perdere fiducia ai due maggiori alleati mediorientali di Washington nel sostegno americano, come ha provato poche settimane fa l’indifferenza di Riad e dei paesi del Golfo davanti all’invito del presidente Barack Obama per partecipare a un summit sulla questione iraniana a Camp David, che il sovrano saudita Salman ha platealmente disertato. Dagli anni 90, ormai, non è più un segreto che sotto la superficie esistano interazioni di diverso grado tra Israele e i potentati del Golfo. Israele ha aperto una missione commerciale in Qatar, avviato scambi di intelligence con gli Emirati, il regno saudita ha lavorato a un’iniziativa di pace che aveva avvicinato i vertici dei due paesi e di cui ancora oggi si discute (ne ha parlato a Washington lo stesso Eshki). Oggi, le condivise rimostranze sugli obiettivi americani in Iran hanno avvicinato di più i due paesi tanto da arrivare all’incontro di giovedì – privo di valore diplomatico ufficiale ma tuttavia significativo. Scrive Eli Lake di Bloomberg che funzionari sauditi e israeliani si sarebbero incontrati cinque volte dall’inizio del 2014, una volta anche in Italia, proprio per parlare di quella che i due governi considerano la peggiore minaccia: Teheran. Per i cittadini sauditi sarebbe l’Iran (54 per cento) e non Israele (18 per cento) il nemico da cui guardarsi, dice una ricerca condotta telefonicamente tra i cittadini sauditi. Per la maggior parte di questi, inoltre, per contrastare l’espansionismo nucleare di Teheran Riad dovrebbe munirsi di un ordigno atomico, e già il regno minaccia da anni di voler costruire un programma nucleare militare. Su un fronte, benché indiretto, l’Arabia Saudita è già in guerra vera con l’Iran: i suoi aerei bombardano da mesi le postazioni dei ribelli sciiti Houthi – sostenuti da Teheran – nel conflitto in Yemen. Proprio ieri il sito arabo Rai al Youm ha rivelato che Israele avrebbe offerto a Riad il suo scudo anti missilistico Iron Dome per dispiegarlo lungo il confine con lo Yemen.
Per inviare al Foglio la propria opinione, telefonare: 06/5890901, oppure cliccare sulla e-mail sottostante