Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
'Uccidere gli ebrei avvicina ad Allah': pubblicità coraggiosa a New York Cronaca di Paolo Mastrolilli
Testata: La Stampa Data: 24 aprile 2015 Pagina: 17 Autore: Paolo Mastrolilli Titolo: «Pubblicità choc a New York: 'Uccidere gli ebrei avvicina ad Allah'»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 24/04/2015, a pag. 17, con il titolo "Pubblicità choc a New York: 'Uccidere gli ebrei avvicina ad Allah' ", la cronaca di Paolo Mastrolilli.
Paolo Mastrolilli
Ecco la pubblicità, vera, accattivante, che riporta con precisione i contenuti del terrorismo islamico
Farà discutere a lungo la pubblicità che un giudice newyorchese ha autorizzato, nonostante le proteste dell’Autorità dei trasporti metropolitani di New York, sui mezzi pubblici della Grande mela. Infatti un controverso gruppo di pressione pro Israele ha ideato una pubblicità molto critica contro l’islam che raffigura un arabo col volto coperto dalla kefiah e accanto la frase «uccidere gli ebrei è un attività che avvicina da Allah». Per il giudice John Koeltl il messaggio è altamente provocatorio, ma rientra nella libertà di espressione tutelato e garantito dal primo emendamento della Costituzione americana. Il magistrato si anche detto certo che la compagnia di trasporto farà di tutto per evitare gli atti di violenza che la pubblicità potrebbe istigare contro gli ebrei. Il portavoce dell’agenzia di trasporto, Adam Lisberg, però si è detto molto deluso per la decisione del giudice Koeltl. L’interrogativo che resta aperto è se la provocazione, al di là del diritto di esprime il proprio pensiero, sia uno strumento utile a sensibilizzare le persone.
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