venerdi 16 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






La Stampa Rassegna Stampa
30.03.2015 In Israele l'archeologia racconta il passato: scoperto un antichissimo birrificio egizio
Commento di Maurizio Molinari

Testata: La Stampa
Data: 30 marzo 2015
Pagina: 25
Autore: Maurizio Molinari
Titolo: «Per gli antichi egizi una birra in spiaggia a Tel Aviv»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 30/03/2015, a pag. 25, con il titolo "Per gli antichi egizi una birra in spiaggia a Tel Aviv", il commento di Maurizio Molinari.


Maurizio Molinari e il suo recente libro "Il Califfato del terrore"


Il sito scoperto a Tel Aviv con reperti egizi. Sullo sfondo i grattacieli

Nell’Età del bronzo gli antichi Egizi producevano e consumavano birra sulle spiagge dell’odierna Tel Aviv. A svelarlo sono gli artefatti archeologici, relativi a un’intera comunità di produttori di birra egiziani, che sono stati ritrovati a Sud della metropoli israeliana, sulla Hamasger Street. La scoperta è avvenuta casualmente, durante i lavori di scavo di un nuovo progetto edilizio nei pressi delle Torri Azrieli. Il personale dell’azienda di costruzioni si è trovato davanti all’insolito panorama di una moltitudine di oggetti di ceramica ben conservati sottoterra, in profondità, e quando ha chiamato l’Autorità delle Antichità si è compreso di che cosa si trattava.



Quella venuta alla luce è un’antica distilleria dove veniva prodotta birra alcolica a base di grano fra 5000 e 5500 anni fa. «Abbiamo trovato 17 contenitori di birra, che erano adoperati nell’Età del bronzo per accumulare e conservare prodotti agricoli» spiega Diego Barkan, direttore degli scavi, ricordando che «la birra veniva distribuita anche agli operai delle piramidi». Su una delle ceramiche ritrovate appare, ben leggibile, la scritta: «La bocca di un uomo perfettamente contento è piena di birra».

Per gli Egizi dell’epoca si trattava di una bevanda molto comune, spesso accomunata al pane, molto diffusa tra anziani e giovani, ricchi e poveri. In particolare, le ceramiche ritrovate sono simili a quelle rimerse in passato da altri siti archeologi risalenti all’Antico Egitto, ma la scoperta contiene comunque un dato sorprendente perché si tratta dell’insediamento più a Nord finora attribuito agli Egizi. Gli archeologi erano convinti che all’epoca dei faraoni gli Egizi non si fossero mai spinti oltre il Negev, ma adesso la realtà smentisce questa idea e Tel Aviv svela di avere origini antichissime. «Possiamo affermare con ragionevole certezza che gli antichi Egizi apprezzavano la regione dell’odierna Tel Aviv e venivano a godersi qualche bicchiere di birra sulla spiaggia, proprio come fanno oggi molti israeliani», commenta Barkan.

Per inviare la propria opinione alla Stampa, telefonare 011/65681, oppure cliccare sulla e-mail sottostante


lettere@lastampa.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT