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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
06.02.2015 Arabia Saudita: responsabilità pesanti per l'11 settembre, oggi non muove un dito contro lo Stato islamico
Commento di Paolo Mastrolilli

Testata: La Stampa
Data: 06 febbraio 2015
Pagina: 9
Autore: Paolo Mastrolilli
Titolo: «I misteri sauditi, l'11 settembre e l'ira degli Usa»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 06/02/2015, a pag. 9, con il titolo "I misteri sauditi, l'11 settembre e l'ira degli Usa", il commento di Paolo Mastrolilli.


Paolo Mastrolilli


11 settembre 2001: l'attentato alle Torri gemelle a New York

L’Arabia Saudita torna al centro delle polemiche, per quello che si sospetta abbia fatto in favore di Al Qaeda, e quello che non sta facendo ora per fermare l’Isis. La disputa nasce dalle dichiarazioni rilasciate in tribunale da Zacarias Moussaoui, secondo cui importanti principi sauditi avevano finanziato Al Qaeda. Vero o falso che sia, ciò sta rilanciando le richieste che il governo Usa pubblichi le 28 pagine del rapporto sugli attentati dell’11 settembre, che descrivevano il ruolo di Riad ma sono sempre rimaste segrete.

La polemica però si allarga all’Isis, per il sospetto che abbia ricevuto aiuti dall’Arabia. I sunniti sauditi sono impegnati in una guerra per procura contro gli sciiti iraniani, e in questo quadro avevano interesse ad appoggiare l’opposizione che cercava di abbattere Assad, alleato di Teheran. Così avrebbero quanto meno chiuso un occhio sui finanziamenti inviati all’Isis da privati cittadini di Riad. Ora però la Giordania è stata attaccata, e la stessa stabilità dell’Arabia è minacciata dai terroristi. La speranza dunque è che il nuovo re saudita cambi linea e intervenga per fermare l’orrore.

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