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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
12.01.2015 Uniti contro il terrorismo Isis
Commento di Maurizio Molinari

Testata: La Stampa
Data: 12 gennaio 2015
Pagina: 3
Autore: Maurizio Molinari
Titolo: «Israele unito ai sunniti contro l'Isis»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 12/01/2015, a pag. 3, con il titolo "Israele unito ai sunniti contro l'Isis", il commento di Maurizio Molinari.


Maurizio Molinari


La sfilata di Parigi: in prima fila anche il "moderato" Abu Mazen, dittatore dell'Anp

Sfilando assieme a Parigi Benjamin Netanyahu, Abu Mazen e il re Giordano Abdallah hanno trasmesso al Medio Oriente l’immagine di un fronte unito contro il terrorismo jihadista. In un angolo del mondo dove la percezione collettiva genera fatti concreti, i leader di Israele, Autorità palestinese e Giordania hanno dato consistenza all’esistenza di un patto, contro lo Stato Islamico (Isis) e Al Qaeda, che prevale su conflitti e minacce. Netanyahu e Abu Mazen sono protagonisti di un duello aspro in cui si delegittimano a vicenda e da marzo non trattano sulla composizione del conflitto. Il sovrano hascemita, discendente di Maometto, è minacciato dai jihadisti che vogliono rovesciarlo e annettere la Giordania al Califfato. Tutti e tre hanno rischiato andando a Parigi, ma farlo ha significato attestare, come Netanyahu ha riassunto, che «siamo uniti contro il terrorismo» perché in Medio Oriente l’alternativa è la barbarie. Anche per questo contava molto, nel corteo dei leader, la presenza dei ministri degli Emirati: il fronte sunnita-israeliano ha dimostrato di esistere.

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