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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Repubblica Rassegna Stampa
08.01.2015 'Palestina' ammessa alla Corte Penale Internazionale: l'avversione dell'Onu verso Israele non si ferma
Cronaca di Paolo G. Brera

Testata: La Repubblica
Data: 08 gennaio 2015
Pagina: 22
Autore: Paolo G. Brera
Titolo: «Sì alla Palestina nella Corte dell'Aja, protesta degli Usa»

Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 08/01/2015, a pag. 22, con il titolo "Sì alla Palestina nella Corte dell'Aja, protesta degli Usa", la cronaca di Paolo G. Brera.

La notizia dell'ammissione della "Palestina" - che, giova ricordare, non è uno Stato - alla Corte Penale Internazionale dell'Aja è l'ennesimo provvedimento con cui le Nazioni Unite dimostrano la propria tendenziosa avversione a Israele.

Ecco la cronaca di Paolo G. Brera:


Paolo G. Brera

Dal primo aprile la Palestina diventerà il 123esimo membro della Corte penale internazionale dell’Aja: potrà così chiedere di processare Israele per i crimini di guerra commessi nella Striscia di Gaza, come hanno preannunciato fonti dell’Anp. La notizia è stata diffusa con un comunicato pubblicato sul sito delle Nazioni unite dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che ha sottolineato di agire come depositario per i documenti di ratifica. L’adesione è fortemente osteggiata non solo da Israele ma anche dagli Usa, che la contestano in quanto “non è uno Stato sovrano”. E annunciano il riesame del pacchetto annuale di aiuti all’Anp da 440 milioni di dollari. Ogni denuncia presentata dall’Anp contro Israele innescherebbe un taglio immediato di finanziamenti Usa. E la misura si aggiunge al congelamento di oltre 100 milioni di dazi doganali raccolti da Israele e destinati all’Anp.

La richiesta di adesione era stata presentata da Abu Mazen il 31 dicembre, all’indomani della sconfitta al Consiglio di Sicurezza dell’Onu: per un solo voto l’Anp non riuscì a far passare una risoluzione che chiedeva il ritiro completo di Israele dalla Cisgiordania entro il 2017, e il riconoscimento dello Stato di Palestina che dal 2012 ha lo status di osservatore non membro. L’Anp ha presentato i documenti per accedere a 14 convenzioni e trattati tra cui quello di Roma, che consente l’accesso alla Cpi. Il segretario generale dell’Onu li ha accettati per il deposito, accertando che fossero “in debita forma”, e ha informato tutti gli Stati interessati.
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