Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Turchia: il nuovo sultano Erdogan contro la satira politica Commento di Sara Gandolfi
Testata: Corriere della Sera Data: 05 gennaio 2015 Pagina: 7 Autore: Sara Gandolfi Titolo: «Il narciso Erdogan e la nuova 'minaccia interna': la satira politica dei vignettisti»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 05/01/2015, a pag. 8, con il titolo "Il narciso Erdogan e la nuova 'minaccia interna': la satira politica dei vignettisti", il commento di Sara Gandolfi.
A destra: due delle vignette incriminate dal nuovo sultano Erdogan
Sara Gandolfi
Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan probabilmente non ha mai letto Aristofane, o non gli è piaciuto. Il grande commediografo greco, maestro di satira politica, nella Turchia di oggi sarebbe finito davanti a un giudice a spiegare il perché di alcune sue frasi puntute. A partire da una delle più famose: «Ingiuriare i mascalzoni con la Satira è cosa nobile, a ben vedere significa onorare gli onesti» (da I Cavalieri). Poco tollerante verso critiche e dissenso, Erdogan forse è stato addirittura sfiorato dall’idea di introdurre un nuovo reato: delitto di satira. Per fortuna, il sistema giudiziario turco non sembra volerlo seguire. Il caricaturista Musa Kart — autore della vignetta qui accanto, pubblicata quando i cortei anti- governativi vennero dispersi con gas lacrimogeni — è stato denunciato due volte per aver osato sfidare Erdogan. La richiesta di reclusione a dieci anni, per un’altra vignetta apparsa su Cumhuriyet, è stata infine respinta dal giudice Mithat Ali Kabaali («Il mestiere di un politico include anche le critiche») ma fare satira politica o religiosa in Turchia resta pericoloso. Ne sa qualcosa il manifestante fermato a dicembre dalla polizia perché sventolava una vignetta del New York Times (a sinistra). Al narcisista Erdogan, forse, non piace apparire come un kebabbaro qualunque. Di sicuro non ha letto la frase di Aristofane: «Il saggio impara molte cose dai suoi nemici».
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