Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Curdi contro Isis: jihadisti sconfitti Cronaca di Giordano Stabile
Testata: La Stampa Data: 22 dicembre 2014 Pagina: 12 Autore: Giordano Stabile Titolo: «I peshmerga sbaragliano l'Isis sul monte Sinjar, migliaia di civili in salvo»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 22/12/2014, a pag. 12, con il titolo "I peshmerga sbaragliano l'Isis sul monte Sinjar, migliaia di civili in salvo", la cronaca di Giordano Stabile.
Giordano Stabile
Un gruppo di peshmerga curdi
L’operazione più spettacolare è stata la presa della base di Tal Afar da parte dei corpi speciali iracheni, appena riaddestrati dagli americani. La Golden Brigade è scesa direttamente dal cielo sugli aerei da trasporto, dopo che i cacciabombardieri della coalizione anti-Isis e le avanguardie dei guerriglieri curdi peshmerga avevano distrutto le postazioni di difesa degli islamisti, e dalla pista di atterraggio si è impadronita della roccaforte circondata da trappole esplosive. Tal Afar, conquistata dagli jihadisti fra giugno e agosto dopo furibondi attacchi kamikaze, è un nodo strategico per due mete decisive nella guerra all’Isis in Iraq: il monte Sinjar verso Ovest, Mosul verso Est. E l’offensiva che hanno scatenato i peshmerga nei giorni scorsi è il preludio per quella di gennaio che dovrebbe portare alla riconquista della città. In attesa di Mosul, che è curda solo in parte, i peshmerga spingono verso Sinjar, il capoluogo dell’omonima zona montuosa, dove da tre mesi sono intrappolati i loro fratelli yazidi, tremila combattenti e settemila civili. Il corridoio per l’evacuazione e l’invio di vivere è stato aperto venerdì, ieri i guerriglieri hanno conquistato i sobborghi della città. Si combatte casa per casa, come a Kobani, in Siria, altro simbolo dello scontro fra curdi e islamisti. L’offensiva sul monte Sinjar, con ottomila uomini appoggiati dai raid alleati e dalle forze speciali irachene è la prima vera riconquista di territorio in mano all’Isis da agosto, quando sono cominciati i raid aerei alleati. I curdi sostengono di aver ucciso 300 islamisti, che da agosto, solo nei raid e a Kobani ne avrebbero perso 1400. E cominciano ad affiorare le fosse comuni dove gli islamisti hanno sepolto sotto poche dita di terra i civili eliminati senza pietà. Almeno 70 corpi sono riemersi.
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