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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
22.12.2014 'Allah Uakbar' attacca in Francia: 11 in attesa del bus investiti a Digione
Cronaca di Enrico Caporale

Testata: La Stampa
Data: 22 dicembre 2014
Pagina: 13
Autore: Enrico Caporale
Titolo: «Grida 'Allah è grande' e investe 11 passanti nel centro di Digione»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 22/12/2014, a pag. 13, con il titolo "Grida 'Allah è grande' e investe 11 passanti nel centro di Digione", la cronaca di Enrico Caporale.

La didascalia che accompagna l'immagine pubblicata a corredo dell'articolo sulla Stampa è un piccolo capolavoro di sottovalutazione. Infatti l'attentatore viene definito semplicemente "uno squilibrato". In questo modo viene riabilitata l'ideologia che si cela dietro il gesto: l'ideologia islamista, condivisa da decine di milioni di musulmani in tutto il mondo, passa in secondo piano, e il gesto viene fatto passare come l'atto isolato di un folle.
Sottovalutato anche il grido di "Allah Uakbar" urlato mentre li investiva.

Ecco l'articolo:


L'attacco terroristico di ieri a Digione - Francia

Panico a Digione, in Francia, dove undici persone (due sarebbero in gravi condizioni, ma non rischiano la vita) sono rimaste ferite dopo che un folle si è lanciato in auto contro i passanti al grido di «Allah Akbar» («Dio è grande») e «per i bambini della Palestina». Il fatto è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri nei pressi di Place Wilson. Tre gli attacchi, in rue des Godrans, rue Monge e rue du Transvaal. L’auto, con a bordo altre due persone, si è poi diretta verso un commissariato di polizia (probabilmente nel tentativo di investire alcuni agenti), ma è stata bloccata. Il conducente è stato arrestato, mentre gli altri due sono riusciti a darsi alla fuga. La persona fermata è un uomo nato nel 1974 con problemi psichici (in passato era stato ricoverato in un ospedale psichiatrico). Gli inquirenti frenano sulla possibilità che si tratti di un attentato terroristico. «L’uomo straparla - hanno detto ai giornalisti -. Le sue affermazioni sono poco chiare e confuse. Quasi sicuramente ha problemi mentali».

Pista islamista
Il ministero dell’Interno, attraverso le parole del portavoce Pierre-Henry Brandet, ha comunicato che «l’uomo era conosciuto per fatti di delinquenza comune che risalgono agli Anni Novanta». In ogni caso, l’inchiesta è stata affidata alla sezione anti-terrorismo di Parigi che segue anche la pista dell’islamismo radicale. Il Prefetto della Côte-d’Or, Eric Delzant, che si è recato sul posto, ha confermato che «si è trattato di un attacco volontario».
Sicura invece la pista islamista nell’assalto di sabato al commissariato Joue-les-Tours (Indre-et-Loire), dove è stata ferita al volto un’agente e l’assalitore è stato abbattuto dai poliziotti.

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