Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Israele, si va verso il voto Alle urne il 17 marzo 2015
Testata: La Repubblica Data: 04 dicembre 2014 Pagina: 19 Autore: la redazione Titolo: «Israele scioglie la Knesset, si va al voto il 17 marzo»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 04/12/2014, a pag. 19, l'articolo "Israele scioglie la Knesset, si va al voto il 17 marzo".
La Knesset, il Parlamento israeliano
Questo breve redazionale contiene un ormai classico luogo comune, secondo il quale Netanyahu e il Likud sarebbero affetti da una "svolta ultraconservatrice". Israele è una democrazia piena, per cui nella Knesset hanno sempre trovato spazio partiti arabi e religiosi ebraici, nazionalisti, moderati, per non dire della sinistra radicale rappresentata da Meretz. Dipingere lo Stato ebraico come un Paese in balia di forze conservatrici e reazionarie è un falso frutto di disinformazione e ipocrisia.
Ecco l'articolo:
Netanyahu "scarica" Livni e Lapid (da Israel HaYom)
Yair Lapid con Tzipi Livni Benjamin Netanyahu
Israele al voto il 17 marzo. Il governo era stato affondato martedì dal premier Benjamin Netanyahu, che aveva posto gli alleati del centro — il ministro della Giustizia Tzipi Livni e quello delle Finanze Yair Lapid — davanti a un drastico ultimatum: quello di sostenere la discussa legge sullo Stato-Nazione del popolo ebraico o finire lì la coalizione. Il sostegno alla legge, che s’ispira ai valori dell’ebraismo più conservatore e che ha già causato tensioni politiche anche all’interno dello stesso Likud, è stato nettamente rifiutato dai due, che sono stati dunque “licenziati”. Ieri, la data delle elezioni, scelta in un incontro tra i leader dei partiti della Knesset, il Parlamento israeliano, e confermato dal suo presidente Yuli Edelstein. La svolta ultraconservatrice è necessaria a Netanyahu: che spera di vincere le primarie del suo partito il 6 gennaio proprio grazie al sostegno dell’estrema destra del suo partito.
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