Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Omosessuali lapidati in Siria, l'Onu rimane in silenzio Scontro di civiltà? Nooo...
Testata: La Repubblica Data: 26 novembre 2014 Pagina: 35 Autore: la redazione Titolo: «Orrore in Siria, due gay lapidati dall'Is»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 26/11/2014, a pag. 35, la breve "Orrore in Siria, due gay lapidati dall'Is".
La condizione degli omosessuali nel mondo musulmano
Lapidati perché “gay”: i jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is) ieri hanno giustiziato due giovani siriani. È la prima volta che gli aguzzini del “califfato” giustiziano vittime con l’accusa di “omosessualità”. I due ragazzi, 18 e 20 anni, abitavano nell’area di Deir Ez Zor, nel Nord della Siria, caduta sotto il controllo dell’Is. Immagini di “atti indecenti con altri uomini” sarebbero state trovate nei loro telefonini cellulari. La lapidazione è avvenuta in pubblico come molte altre per adulterio nell’autoproclamato “califfato”.
Più a Sud, nella provincia di Homs, la “polizia islamica” dell’Is ha catturato e decapitato un ismailita, definito “eretico” per la sua appartenenza alla minoranza religiosa di cui fanno parte circa 200 mila siriani. “Così finiscono tutti gli apostati”, è scritto sul cartello fissato al corpo dell’uomo. Nel vicino Iraq, dove l’Is avanza nel centro di Ramadi, i jihadisti promettono 5000 dollari a chi catturi “spie cristiane”. Intanto da New York l’Onu calcola che il “business” dei sequestri renda all’Is fra i 35 e i 45 milioni di dollari l’anno. Oltre i riscatti, però, è il petrolio forse la prima fonte di arricchimento dei jihadisti: 1 milione al giorno solo dalla vendita del petrolio trafugato attraverso Turchia e Iraq, secondo il Dipartimento del Tesoro Usa, per un totale di oltre 360 milioni di dollari l’anno.
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